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Petraeus, difficile che la Nato non risponda a uso armi chimiche

Russia senza Putin?Alla fine tutti i leader abbandonano la scena

Di Redazione

ROMA, 12 APR - «Sì, credo che ci sia una linea rossa che possa innescare una reazione durissima da parte della Nato, ma starei attento a definirla. Putin ha già autorizzato in passato l'uso di armi chimiche e sappiamo che ha armi nucleari tattiche, ma davanti al loro uso non credo che il mondo potrà voltare le spalle. Non posso pensare che ci saranno Paesi che a quel punto si asterranno da un voto di condanna alle Nazioni Unite o da un'azione contro la Russia». A dirlo, in un'intervista a "Quarta Repubblica", è il generale David Petraeus, ex direttore della Cia ed ex comandante delle forze armate in Afghanistan e in Iraq, rispondendo alla domanda se ci fosse "una linea rossa" superata la quale "potrebbe intervenire direttamente la Nato nel conflitto ucraino". Quindi, il generale fa il punto sulla guerra e avverte: «Ci aspetta un momento molto difficile per l'Ucraina - osserva - per la prima volta c'è un solo generale al comando dell'invasione russa. Prima ce ne erano troppi, che litigavano con Mosca per le risorse e le priorità, ma questo è un personaggio dai trascorsi molto preoccupanti. Lo chiamano 'il macellaio della Siria' per la sua campagna del 2016 quando bombardò e di fatto massacrò la popolazione di allora. Temo che vedremo altre azioni come quella della stazione del treno, già avvenuta sotto il suo comando, dove sono morti 50 civili". E alla domanda se "l'invasione russa dell'Ucraina sia giustificata dall'avvicinamento della Nato ai confini della Russia", Petraeus risponde: «Bisogna ricordare che in passato alla Nato abbiamo cercato ostinatamente di coinvolgere i russi in una serie di incontri per sedare le loro preoccupazioni. Ma alla fine hanno preferito seguire la visione della storia ispirata e definita da Putin, un uomo che identifica nella dissoluzione dell'Unione Sovietica la tragedia più grande del ventunesimo secolo».

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