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Ucraina: verso la grande battaglia per il Donbass, i russi ammassano soldati e armi

Si moltiplicano intanto le notizie di atrocità commesse dalle truppe di Putin. A Buzova, piccolo centro a pochi chilometri da Kiev, è stata scoperta una fossa comune con decine di corpi

Di Redazione

«Ci sarà un’offensiva a breve, una grande battaglia per il Donbass» perché «vediamo che c'è un accumulo di forze, mezzi, un’enorme quantità di attrezzatura». Questa la previsione di Sergiy Gaidai, governatore del Lugansk, l'oblast più orientale dell’Ucraina, sottoposto a costanti bombardamenti russi. La città portuale di Odessa si è svegliata oggi in pieno coprifuoco, nel giorno in cui avrebbe dovuto festeggiare i 78 anni della liberazione dall’occupazione nazista. La misura è stata presa alla luce di possibili attacchi missilistici. 

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Si moltiplicano intanto le notizie di atrocità commesse dalle truppe russe in Ucraina. A Buzova, piccolo centro a pochi chilometri da Kiev, è stata scoperta una fossa comune con decine di corpi e il sindaco, Taras Didich, ha detto all’inviato dell’ANSA che lo scorso 31 marzo «abbiamo trovato una cinquantina di corpi lungo un tratto di 6 chilometri della strada principale che porta a Kiev e altre 60 persone al momento non si trovano». Intervistato nel luogo dove è stata trovata la fossa comune, da dove sono stati prelevati due corpi, Didich spiega che «gli altri cadaveri sono in ospedale o all’obitorio, sono stati prelevati giorni fa per strada dagli stessi parenti delle vittime. I corpi hanno i segni di colpi di fucile e sono stati in strada per più di dieci giorni». 

Intanto Petr Andryushchenko, sindaco di Mariupol, denuncia una «operazione di pulizia tra i civili» dei russi nella sua città, durante la quale «gli occupanti non esitano a uccidere i civili per strada, per poi scattare foto, vantandosi della "vittoria"». Secondo la Procura generale ucraina si contano finora 1.222 vittime di crimini di guerra russi solo nella regione di Kiev. 

Continuano a segnalarsi movimenti di truppe russe dal Nord verso le regioni meridionali ed orientali. E’ lì che il comando ucraino prevede una nuova offensiva per sfondare le sue difese nell’area di Izium, a sudest di Kharkiv. Immagini satellitari diffuse dalla Cnn mostrano inoltre un convoglio militare russo lungo 12 km, in movimento verso sud attraverso la cittadina di Velkyi Burluk, a est di Kharkiv. 

Il comando ucraino informa che nelle ultime ore le forze russe hanno lanciato sette missili nell’area di Mykolayiv (Sud), mentre l’amministrazione di Lugansk ha riferito che «una scuola e due condomini sono stati bombardati in mattinata dai russi a Severodonetsk». Sette missili sono caduti nella notte su Dnipro (Sudest). Il governatore Valentyn Reznichenko ha detto che le sirene anti-aeree hanno suonato quasi ogni ora nella regione di Dnipropetrovsk. 
 Tutto sembra indicare che le forze russe intendono ora concentrare la loro capacità offensiva sul Sudest dell’Ucraina, per assicurarsi il controllo del Donbass e puntare alla creazione di un corridoio terrestre fra i territori in mano alle milizie russofile e la Crimea. Le autorità di Mykolaiv avvertono che il prossimo passo sarà un referendum per creare una Repubblica Popolare di Kherson, sul modello di quello usato per proclamare quelle del Donetsk e del Lugansk nel 2014. «Nella città di Nova Kakhovka, gli occupanti stanno utilizzando gli stabilimenti delle tipografie locali per preparare i materiali per lo svolgimento a breve di un referendum illegale», sostengono le autorità 

Anche l’Alto rappresentante Ue per gli Affari esteri e la Politica di sicurezza, Josep Borrell, ha detto che siccome la Russia non è riuscita a entrare a Kiev, ora sta concentrando tutta la sua capacità militare sul Donbass, «dove probabilmente vogliono avere una vittoria per il 9 maggio a fini di propaganda». Le autorità locali hanno messo a disposizione nove treni per l’evacuazione dei civili da Lugansk, ma il governatore Gaidai segnala che «i russi bombardano i binari». La Croce Rossa informa che non è stata in grado di raggiungere la città assediata di Mariupol la scorsa settimana nonostante averci provato per cinque giorni perché «le condizioni di sicurezza non erano buone e nemmeno le garanzie di sicurezza». 

Nuove informazioni confermano che le forze russe stanno affrontando gravi problemi in Ucraina. Secondo un bollettino dell’intelligence britannico, di fronte alle crescenti perdite, Mosca sta cercando di rafforzare le proprie forze con personale congedato dal servizio militare dal 2012 e cerca anche di reclutare uomini dalla Transnistria, repubblica autoproclamata sotto l’orbita russa del territorio della Moldavia. Fonti russe citate dai media parlano inoltre della morte dell’ennesimo alto ufficiale russo dall’inizio dell’invasione. Si tratterebbe del colonnello Alexander Bespalov, comandante del 59mo reggimento carri armati. 

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