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Agrigento

Protesta degli agricoltori stamani a Santa Margherita Belice

Di Gaetano Ravanà

“L’Agricoltura Siciliana, volano dell’economia nazionale, si trova ad affrontare una flessione di mercato indotta dalle politiche Regionali, Nazionali ed Europee”.

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A sostenerlo è Maria Giovanna Mangione presidente dell’ordine dei Dottori Agronomi e Forestali di Agrigento. Questa mattina presente in contrada Gulfa attraverso i rappresentati delegat Giovanni Marino e Gaspare Becchina e Antonino Santoro.

E stamani, a Santa Margherita Belice è andata di scena una prima protesta.

“La nostra categoria - si legge in una nota stampa - è sensibile alla problematica che investe il settore zootecnico e non solo, poiché l'intero settore Agricolo - Cereali, Legumi, Olio, Ortofrutta, prodotti Lattiero Caseari, Carne - è afflitto dai bassi prezzi imposti dal mercato negli ultimi anni. La nostra Agricoltura di Qualità è costretta a concorrere su un mercato in cui dominano altri Paesi che non seguono i nostri protocolli, con certificazioni e tracciabilità ottenute senza alcun controllo del benessere animale o igienico sanitario, oltre che sfruttamento di lavoratori schiavizzati e minori”.

La Presidente Mangione aggiunge: “Questi produttori si impongono con politiche di prezzo alquanto sleali sul territorio Regionale, Nazionale ed Europeo, sui nostri mercati di riferimento, con ingenti danni all’agricoltura italiana. L'Ordine dei Dottori Agronomi e Dottori Forestali della Provincia di Agrigento vuole promuovere e auspica fortemente una concertazione tra i vari attori del settore agricolo e zootecnico - le aziende in primis, quindi la politica regionale e quella nazionale - per raggiungere una soluzione strutturale ed efficace del problema. Occorre proporre e far approvare leggi tali da garantire la qualità dei nostri prodotti e limitare, pur mantenendo un mercato libero, l'ingresso di tutti quei prodotti non conformi alla Legislazione Italiana, agevolando le Organizzazioni dei Produttori in tutto il settore primario, così da riattivare e mettere al centro i produttori con filiere produttive virtuose”.

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