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Catania, testa di maiale al Massimino Macabro avvertimento per Lo Monaco

Di Giovanni Finocchiaro

CATANIA - Macabro ritrovamento all’interno dello stadio Massimino di Catania: in mattinata la Digos è intervenuta dopo una segnalazione ritrovando sul terreno di gioco la testa di un maiale con una parrucca e un paio di occhiali e una scritta offensiva indirizzata all’amministratore delegato del Calcio Catania Pietro Lo Monaco.

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Sono scattate subito le indagini, con i rilievi del caso effettuati dalle forze dell’ordine e nelle prossime ore verrà ascoltato il dirigente rossazzurro che in questo momento si trova a Firenze per motivi di lavoro. Gli investigatori stanno passando al setaccio le telecamere di sorveglianza dello stadio e della zona per cercare di identificare gli autori, che evidentemente sono riusciti ad entrare indisturbati all'interno dell'impianto di gioco per portare a compimento la loro intimidazione verso il dirigente del Catania. Ma non tutte le telecamere dello stadio erano attive perché tutto il servizio di videosorveglianza viene attivato soltanto prima, durante e dopo le gare. 

La scoperta è stata fatta dai giardinieri comunali che dovevano curare il fondo dell’impianto. Le indagini sono appena scattate, ma è presumibile che l'avvertimento sia incredibilmente legato allo scarso rendimento della squadra nel campionato di serie C. Questo però non è calcio, le modalità dell'intimidazione sono infatti di chiaro stampo mafioso.

Un fatto increscioso alla vigilia del match di campionato in programma mercoledì al Massimino (ore 20,30) contro il Francavilla.

«Catania non è questa», ha commentato Lo Monaco. «Il rispetto delle indagini in corso - sostiene in una nota - ed in generale del lavoro delle forze dell’ordine e della magistratura, nelle quali ripongo massima fiducia, esclude l'opportunità di un commento approfondito sul fatto. Vorrei però ribadire che la città di Catania e la passione sincera manifestata dai catanesi per la società Calcio Catania, sentimento sempre dimostrato con una corretta e costante partecipazione, non meritano di essere offuscati da questi gesti». «Catania - aggiunge Lo Monaco - è ben altro: l’immagine di Catania, che ci rende orgogliosi, va difesa da certi individui, spinti esclusivamente dal desiderio di ritagliarsi quel minimo spazio da protagonisti che altrimenti non avrebbero mai. Questi soggetti non si rendono conto che non sono, e non saranno mai, tifosi del Catania. Manifesto il mio pensiero, quindi, proprio per tutelare il buon nome del nostro club, della città e di chi ama il calcio».  

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