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Piano Colao, ecco la Fase 2 per la riapertura di cantieri, bar e ristoranti

Covid-19

Piano Colao, ecco la Fase 2 per la riapertura di cantieri, bar e ristoranti

Di Fabio Russello

 Le misure restrittive nella Fase Due saranno sì allentate ma non stravolte perché è necessario evitare una seconda ondata dell’epidemia che l’Italia potrebbe non reggere ma nel Governo il tema della “riapertura” e sul come riaprire è sul tavolo da diverse ore. Vi è insomma la consapevolezza che bisogna far ripartire il motore produttivo pur non tralasciando gli aspetti sanitari.

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Innanzitutto va detto che si è discusso anche di un piano sul turismo «per dare un segnale anche all’estero» come ha annunciato il premier Giuseppe Conte rispondendo durate il confronto Stato-Regioni al governatore della Sicilia, Nello Musumeci, collegato in video-conferenza. Il premier avrebbe assicurato che il governo se ne occuperà subito dopo la chiusura della discussione sul piano Colao per la cosiddetta ripartenza.

E veniamo al Piano Colao. Dal 4 maggio, tra fabbriche, cantieri edili e qualche negozio, quasi 3 milioni di persone torneranno al lavoro. Questo è il Piano esposto da Colao al premier, alle parti sociali e agli enti locali. Secondo indiscrezioni tra Conte e il manager capo della Task force per la Fase 2 non c‘è accordo totale: Colao ad esempio esclude una riapertura dei negozi. Il premier sembra più possibilista . Colao ad esempio proponeva anche che gli over 60 fossero in questa prima fase del dopo lockdown esclusi dalla ripresa lavorativa.

I primi a riaprire sarebbero dunque i concessionari auto, i negozi di scarpe e quelli di arredamento (perché è prevista anche la riapertura delle aziende che le producono). Il secondo step del Piano Colao prevede la riapertura dei negozi già l'11 maggio, mentre per ristoranti e bar se ne riparlerebbe il 18 (ma potranno vendere da subito piatti da asporto).

Il 4 riapriranno i cantieri edili, ma anche le imprese metallurgiche, del tessile, dell'auto e i mobilifici. Resterà lo stop per per chi ha più di 37,5 di febbre, ma ci sarà la sanificazione degli ambienti, la chiusura delle mense, il distanziamento, turni di lavoro più brevi e spalmati su tutta la settimana per cancellare le ore di punta.

Per il primo step Colao ha calcolato che i mezzi pubblici verranno utilizzati da non oltre il 15% di lavoratori quindi circa 400 mila persone.

Diverse invece la restrizioni per le zone rosse con le riaperture condizionate dal rispetto di tre parametri, a cominciare dal famoso R0 che deve essere sotto uno, ossia meno di un contagiato per ciascun positivo. Restano le mascherine per tutti anche se non serviranno a passeggio ma sicuramente sì al lavoro e nei luoghi chiusi. Se qualcosa non andrà per il verso giusto le zona rosse sarebbe immediatamente richiuse.

Dentro il proprio comune si potrà girare senza autocertificazione, che invece servirà ancora se ci si spingerà oltre ma senza potere varcare i confini regionali. Per tornare ai viaggi in Italia bisognerà aspettare il 28 maggio. Per gli over 70 più esposti al rischio Covid si ipotizza invece l'uscita in fascia protetta dalle 10,30 alle 18.

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