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Covid-19

La scuola aperta non “spinge” l'epidemia: in Sicilia 0,22 gli alunni positivi

Di Redazione

ROMA - Non c'è una correlazione significativa tra contagi e scuola in presenza. E’ quanto emerge da uno studio pubblicato dal Corriere della Sera on line che incrocia le cifre della Protezione Civile, del ministero e delle Aziende sanitarie. Dal rapporto emerge che il rischio contagio è ridotto della metà nei ragazzi rispetto agli adulti anche con la variante inglese.

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«Questa mastodontica ricerca, numeri alla mano, «scagiona» la scuola rispetto all’impennata di contagi di ottobre e novembre e conferma quanto abbiamo sostenuto per mesi: la scuola non è a rischio zero ma resta uno dei luoghi più sicuri. Anche rispetto alla variante inglese», commenta l’ex ministro dell’Istruzione Lucia Azzolina, la quale si augura «che almeno dopo Pasqua non ci siano dubbi sulla riapertura delle scuole. Se pensiamo alle conseguenze anche psicologiche che stanno pagando studenti e studentesse, la ricerca citata in questo articolo ci conferma una cosa: chiudere è più rischioso che aprire».

Secondo la direzione generale dell’ufficio scolastico Regionale per la Sicilia, gli alunni positivi nelle scuole siciliane (da quella dell’infanzia a quella superiore di secondo grado) al 15 marzo erano 1.468 su 66.7314, lo 0,22%. Su 82.113 docenti i positivi sono 279 lo 0,34%. Su 20.997 lavoratori amministrativi e ausiliari (Ata) 52 sono positivi lo 0,25%.

In Sicilia il personale scolastico che finora ha ricevuto il vaccino ha raggiunto 60.385 unità, mentre continua la campagna vaccinale per insegnanti, amministrativi e personale Ata. Il dato è stato fornito dall’Ufficio scolastico regionale sulla base delle comunicazioni ricevute dal 95% (790) degli istituti siciliani. I numeri sono aggiornati al 15 marzo.

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