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Diciotti a Trapani, interviene Mattarella.
Conte: «A breve lo sbarco». Ira di Salvini

Telefonata del capo dello Stato al premier, l'«attenzione» del presidente per le donne e i bambini a bordo sblocca la vicenda. Ma il caso "interamente all'italiana" alza la tensione tra il Viminale e il Colle: Salvini manifesta «stupore» per l'intervento del Quirinale e puntualizza che «se qualcuno autorizza al mio posto se ne assumerà la responsabilità»

Diciotti a Trapani, interviene MattarellaConte: «A breve lo sbarco». Ira di Salvini

ROMA - «Attenzione» per la vicenda della nave Diciotti, della Guardia costiera, bloccata a Trapani. Dal Quirinale non trapela nulla di più. Ma nei contatti che il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha avuto nel pomeriggio con il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, emerge tutta la delicatezza di un «caso» che non sembra avere precedenti. Perché quando, dopo tre giorni di navigazione e con oltre sessanta persone a bordo, Matteo Salvini si rifiuta di «autorizzare» equipaggio e migranti soccorsi a scendere dall'imbarcazione, la tensione si alza a livelli di guardia. E in serata è lo stesso Conte, dopo la telefonata con Mattarella, a rassicurare: lo sbarco ci sarà a breve, in nottata.

La vicenda non solo ha portato nei giorni scorsi all'accesa dialettica tra Salvini e il ministro responsabile dei porti Danilo Toninelli, ma viene additata dall'opposizione come un’ingerenza del titolare del Viminale in prerogative che sono proprie della magistratura, chiamata a verificare se ci sia stata un’aggressione di alcuni migranti ai danni dei marinai che li avevano salvati. Un nuovo episodio assai controverso e ad alto tasso di conflittualità, nelle iniziative di Salvini sul fronte immigrazione. Che alza l’allerta sull'asse Quirinale-Palazzo Chigi. E sembra creare nuove tensioni - si ragiona in ambienti parlamentari della maggioranza - tra il titolare del Viminale e il Colle. Anche perché ha al centro un risvolto umanitario: il capo dello Stato avrebbe sottolineato la situazione dei minorenni, delle donne e delle persone con problemi di salute che si trovano a bordo, ribadendo l'opportunità che siano fatti sbarcare dalla nave. Una nave militare italiana in un porto italiano - è ancora il ragionamento di alcune fonti parlamentari - per la quale si impone una rapida soluzione.

«Se qualcuno autorizza lo sbarco al mio posto se ne assumerà la responsabilità», ha tuonato Salvini. Con toni che sempre secondo fonti parlamentari, poco possono aver fatto piacere al Quirinale. Il ministro solo lunedì è stato ricevuto da Mattarella per un incontro da lui fortemente voluto. Un incontro che aveva rischiato di saltare per toni e richieste del leader della Lega, che dal capo dello Stato auspicava un intervento a difesa del partito contro la sentenza sui fondi da restituire. Mattarella ha tenuto il punto, non parlando delle scelte della magistratura, e ha ascoltato il ministro sull'attività del suo dicastero e del governo, riportando il colloquio nell'alveo dei rispettivi ruoli istituzionali. Ora la vicenda della nave Diciotti ha di nuovo fatto finire le mosse del ministro all'attenzione del capo dello Stato. E ha indotto il presidente del Consiglio, chiamato più volte negli ultimi giorni a mediare tra i suoi ministri, a far valere la sua autorità nel governo.

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