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Murro di Porco, infilzato a un occhio da un pesce

L’operazione è durata oltre un’ora ed è perfettamente riuscita: «Appena qualche giorno di convalescenza»

Murro di Porco, infilzato a un occhio da un pesce

Infilzato in un occhio da un pesce aguglia imperiale. Questo il risvolto drammatico di una battuta di pesca che ha visto protagonista e vittima un pescatore sportivo siracusano, che ha rischiato di perdere la funzionalità dell’occhio sinistro.

L’episodio è accaduto domenica pomeriggio quando Francesco Corrente di 41 anni, è uscito in barca insieme con il figlio per dare sfogo alla sua passione per la pesca a traina.

I due si trovavano a oltre un miglio al largo di Capo Murro di Porco quando all’amo ha abboccato un pesce aguglia imperiale della specie marlin.

«Sin dai primi momenti – spiega il pescatore che adesso si trova ricoverato all’ospedale Umberto I – abbiamo compreso che si trattasse di una grossa preda. Abbiamo dovuto faticare per oltre mezzora prima di tirare tutta la lenza e avere il pesce praticamente sotto la nostra imbarcazione. A quel punto mi sono sporto e ho notato che aveva abboccato un pesce di non meno di 25 chili. Mentre stavo per issarlo a bordo, però, il pesce ha avuto una reazione ed è balzato fuori dall’acqua colpendomi all’occhio con il rostro, che si è spezzato, riuscendo così a divincolarsi e a sfuggire alla cattura».

La conseguenza per il malcapitato è stata quella di ritrovarsi conficcato nell’orbita oculare un frammento di rostro di circa 5 centimetri di lunghezza che gli ha immobilizzato l’occhio sinistro. Mentre il figlio si è messo al timone dell’imbarcazione per rientrare a riva, da terra i militari della Capitaneria di porto, che erano stati allertati per l’emergenza in mare, hanno disposto l’arrivo di un’ambulanza del 118 con cui il ferito è stato trasportato al pronto soccorso.

Vista la delicatezza della situazione, i medici, applicando il protocollo della multidisciplinarità, hanno fatto intervenire un chirurgo maxillo facciale, che ha sottoposto il paziente all’intervento per l’estrazione del corpo estraneo.

«Al di là dell’eccezionalità dell’intervento – dice il dott. Francesco Aredia – Ho dovuto fare preliminarmente delle ricerche sulla specie ittica e sulla composizione della spada di cui è dotato. La difficoltà dell’intervento era insita nel fatto che il frammento di rostro è dotato di piccoli aculei che hanno reso difficoltosa l’estrazione del rostro».

L’operazione è durata oltre un’ora ed è perfettamente riuscita: «Per fortuna – dice il chirurgo – il corpo estraneo si è conficcato nell’orbita. Fosse stato qualche millimetro più in là, le conseguenze sarebbero state disastrose per il paziente, che, invece, se la caverà con appena qualche giorno di convalescenza». L’ha presa con filosofia il malcapitato che alla fine ha anche voglia di scherzare e chiosa: «Pesce 1, pescatore zero».

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