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Open Arms, il 12 dicembre al via il processo e Salvini. L'Ong: «Noi parte civile»

Cronaca

La Open Arms sfida il decreto Salvini e lui: «Pronti al sequestro della nave»

Di Redazione

ROMA - «Entreremo in Italia se dovessimo avere seri problemi a bordo». Sono le parole di Oscar Camps, fondatore della ong Open Arms, che parlando dell’inasprimento della nuova legge sicurezza bis all’emittente spagnola Catalunya Radio, ha detto di essere pronto a sfidare il decreto Sicurezza bis voluto da Salvini e da poco diventato legge.

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La nave di Open Arms è da sei giorni nel Mediterraneo in attesa di un porto sicuro dove poter far sbarcare i 120 naufraghi recuperati al largo della Libia. Ma Salvini non ne vuole sentir parlare e appena apprese le affermazioni del fondatore dell ong, ha risposto: «La Open Arms è da sei giorni nel Mediterraneo e ora minaccia di entrare in Italia. Avrebbe avuto tutto il tempo - ha affermato il ministro dell'Interno - per raggiungere la Spagna, il Paese della ong, che ha dato la bandiera alla nave e dove alcuni sindaci si sono esposti a favore dell’accoglienza. Ma forse questi signori vogliono fare solo una provocazione politica: evidentemente la vita delle persone a bordo non è la loro vera priorità, ma vogliono a tutti i costi trasferire dei clandestini nel nostro Paese. Si ricordi, la Open Arms, che per lei le acque territoriali italiane sono chiuse e siamo pronti a sequestrare la nave». 

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