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Faceva la bella vita a Santo Domingo, riportata in Italia latitante siciliana: aveva 7 condanne

Cronaca

Faceva la bella vita a Santo Domingo, riportata in Italia latitante siciliana: aveva 7 condanne

Di Redazione

ROMA - Maxioperazione del servizio per la Cooperazione internazionale di polizia (Scip). Dopo mesi di indagini e attività congiunta di Interpol Italia e Interpol Santo Domingo sono atterrati all’alba a Fiumicino con un volo dedicato 8 latitanti, sette uomini e una donna, con alle spalle diverse storie criminali, ma uniti dall’essere scappati ai Caraibi pensando di farla franca. Imputazioni che vanno dall’associazione a delinquere di stampo mafioso, alle truffe agli anziani, al traffico internazionale di droga, alla bancarotta fraudolenta, con pene che oscillano dai circa 4 agli oltre 13 anni di reclusione.

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L'operazione, denominata "Open World", doveva concludersi già a marzo ma è stata congelata per lo scoppio della pandemia. La scorta a bordo dell’aereo, precisa la nota, "ha attuato un protocollo di autotutela e di garanzia per l’attraversamento delle frontiere". Il Governo dominicano ha autorizzato l’ingresso con deroga al coprifuoco.

Tra i latitanti arrestati spicca il nome di Teresa Amante, 57 anni, che nella Repubblica dominicana aveva assunto un'altra identità per nascondere le sue origini siciliane. Teresa Amante ha dei "brillanti" precorsi criminali e la pena più lunga da scontare dei fuggitivi catturati. E' stata infatti condannata in sette procedimenti in diversi posti d’Italia (Genova, Roma, Palermo, Rapallo, Albenga) per reati di truffa aggravata, estorsione e furto per oltre 13 anni di reclusione: provvedimento in carico alla Squadra mobile di Genova.

Camaleontica e spregiudicata, esperta nel furto di gioielli e soprattutto nel raggirare anziane vittime, donne per lo più ultra 80enni, in qualche caso con deficit fisici o cognitivi, che derubava dei risparmi di un’intera vita.

E’ stata rintracciata da personale dello Scip e dall’Interpol dominicano in un residence riservato, a 150 km dalla capitale Santo Domingo, dove conduceva una vita in vacanza. Come detto era in possesso di documenti intestati ad un’altra italiana, altro espediente utile a rimanere nascosta.

Tra gli arrestati c'è poi Oliviero Zilio, 67enne imprenditore edile padovano ex vicepresidente del Padova Calcio, condannato ad oltre 4 anni per bancarotta fraudolenta e reati finanziari: ha costruito un resort a circa 60 km da Santo Domingo, dove viveva e dove è stato fermato. Salvatore Vittorio, 55enne napoletano condannato per associazione a delinquere di stampo mafioso è invece legato al clan Contini ed è stato arrestato a Los Caballeros mentre portava i figli a scuola.

Un altro degli arrestati è Luca Finocchiaro, 43enne di Latina, considerato a capo di un’organizzazione criminale dedita all’importazione in Italia di cocaina: a Santo Domingo gestiva un ristorante. Sempre per droga è stato arrestato Luigi Capretto, 50enne napoletano, condannato ad oltre 8 anni. Sei sono invece gli anni che deve scontare Salvatore Galluccio, 52 anni, ricercato per i reati di contraffazione, ricettazione e traffico di stupefacenti. Gli ultimi due arrestati sono Sergio Cerioni, 64enne marchigiano con una condanna a circa 4 anni per associazione finalizzata al traffico di droga, e Alessandro Levi, 63enne originario di Brescia condannato per bancarotta fraudolenta e una condanna a 6 anni di reclusione. 

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