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Cronaca

Catenanuova, lo scioglimento del Consiglio comunale è legittimo: il Cga ribalta la sentenza del Tar

Di Redazione

ENNA Lo scioglimento del Consiglio Comunale di Catenanuova, in provincia di Enna, è legittimo. Lo ha reso noto l'avvocato Girolamo Rubino - che difende il Comune - annunciando come il Cga abbia definitivamente annullato la sentenza del Tar di Catania che aveva accolto il ricorso dei consiglieri decaduti.

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A giugno 2018, si sono tenute le votazioni per l’elezione del sindaco e del Consiglio Comunale di Catenanuova e, all’esito della competizione elettorale, sono stati eletti 12 consiglieri comunali, dell’unica lista partecipante. Per effetto di una serie di dimissioni non contestuali, i componenti del Consiglio Comunale in carica sono rimasti appena sei rispetto ai 12 originariamente assegnati, non essendo possibile la loro sostituzione/surroga (atteso l’esaurimento dell’unica lista). Con un decreto, il presidente della Regione Siciliana, su proposta dell’assessorato alle Autonomie Locali, preso atto dell’avvenuta decadenza del Consiglio Comunale di Catenanuova e ha provveduto a nominare Salvina Cirnigliaro commissario straordinario.

Presentando ricorso, i sei consiglieri decaduti hanno chiesto l'annullamento del decreto regionale per la nomina del commissario. Il Tar di Catania ha accolto il ricorso dei consiglieri decaduti e ha annullato i provvedimenti impugnati.

Il Cga ha accolto gli appelli e ritenuto che, le dimissioni - seppure non contestuali - di sei dei 12 consiglieri imponesse "al Presidente della Regione Siciliana di dichiarare decaduto il consiglio comunale e di nominare il commissario".

Per effetto della sentenza, il commissario straordinario continuerà ad esercitare, sino al termine del mandato elettorale del sindaco Carmelo Giancarlo Scravaglieri, le funzioni in sostituzione dei Consiglieri che, dunque, non potranno approvare la mozione di sfiducia.

Il Comune di Catenanuova, con il patrocinio dell’avvocato Girolamo Rubino, ha proposto appello contro la sentenza, rilevando "come il Giudice di Primo Grado non avesse correttamente applicato le disposizioni che regolano la materia e avesse richiamato principi e precedenti giurisprudenziali non conferenti". Con il ricorso in appello, l’avvocato Rubino ha anche rilevato come i sei consiglieri comunali - reinsediati per effetto della sentenza del Tar di Catania - avessero immediatamente presentato una mozione di sfiducia nei confronti del sindaco. Con l’appello è anche stata chiesta l’immediata sospensione della sentenza, al fine di evitare che il Consiglio Comunale (non validamente composto attesa la mancanza del quorum legale e strutturale) potesse adottare una mozione di sfiducia idonea a stravolgere l’attività amministrativa e la vita dell’Ente.

Il Presidente del Cga Rosanna De Nictolis ha disposto l’immediata sospensione della sentenza del Tar e successivamente anche la Presidenza della Regione Sicilia ha proposto appello contro la sentenza. Inoltre, si è costituita in giudizio, con il patrocinio dell’avvocato Giuseppe Impiduglia, Salvina Cernigliaro, commissario straordinario nominato in sostituzione del Consiglio Comunale - chiedendo l’accoglimento degli appelli. Di contro, i consiglieri comunali dichiarati decaduti si sono costituiti in giudizio, con il patrocinio degli avvocati Pietro Maria Mela, Elenio Mancuso.

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