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Ventisei anni fa l'omicidio del cronista de "La Sicilia" Beppe Alfano

Pietro Grasso: «Ucciso perché cercava la verità»

Ventisei anni fa l'omicidio del cronista de "La Sicilia" Beppe Alfano

MESSINA Ventisei anni fa a Barcellona Pozzo di Gotto, in provincia di Messina, la mafia uccideva Beppe Alfano, corrispondente del quotidiano "La Sicilia" di Catania. Alfano venne assassinato a soli 47 anni per le sue inchieste giornalistiche su Cosa Nostra. Aveva raccontato la guerra tra cosche nel Messinese, gli affari per i maxi-appalti per i lavori pubblici, gli scandali legati alle frodi di produttori agrumicoli che intascavano illegalmente i fondi europei.

E a ventisei anni da quel delitto Beppe Alfanop è ricordato anche dall'ex presidente del Senato Pietro Grasso: «Un professore con la passione per il giornalismo che con la sua attività di cronista onesto e attento batté piste oscure. Quelle piste lo portarono a raccontare gli intrecci fra mafia, politica e imprenditoria in una provincia, quella di Messina, che molti ritenevano 'babbà, non mafiosa. Beppe Alfano è tra i cronisti uccisi perché cercava la verità. Fu assassinato la notte dell’8 gennaio 1993. Lo ricordo oggi, come spesso faccio anche durante gli incontri con le associazioni e gli studenti, perché non ci siano più altri giornalisti uccisi per il loro lavoro. Perché sia sostenuto e difeso da tutti noi il giornalismo libero, che mette a nudo la corruzione, la criminalità organizzata, gli abusi e le inadempienze delle amministrazioni pubbliche. Facciamolo anche per onorare i tanti, troppi, cronisti uccisi». 

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