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Salute

Anaao Lombardia, 'medici si vaccinino e da Regione massimo sforzo'

Di Redazione

Milano, 5 gen. (Adnkronos Salute) - Secondo gli ultimi dati ufficiali in Lombardia sono state somministrate 9.167 dosi di vaccino anti Covid a fronte delle 80.595 consegnate (circa l'11,4%). "Un numero ancora troppo basso per una campagna che non può permettersi ritardi". A sottolinearlo è il sindacato dei medici e dirigenti ospedalieri Anaao Assomed Lombardia, che lancia un doppio appello: il primo ai medici affinché aderiscano alla vaccinazione e il secondo alla Regione e alle aziende sanitarie affinché mettano il "massimo sforzo" per far andare a buon fine la campagna. "Vogliamo fare la nostra parte chiedendo a tutti i colleghi di sottoporsi il prima possibile alla vaccinazione e adempiere al proprio dovere morale che li vede ogni giorno in prima linea nella lotta contro il virus", dichiara Stefano Magnone, segretario regionale di Anaao Lombardia.

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"Siamo finalmente giunti a un momento di svolta nella lotta alla pandemia che richiede la piena collaborazione degli operatori sanitari, della popolazione nel suo complesso e di tutte le istituzioni - prosegue - Da Regione Lombardia e dalle istituzioni ci aspettiamo il massimo impegno non solo per fare in modo che la campagna proceda in modo veloce e lineare, ma anche per superare le polemiche di questi ultimi giorni e convergere quindi verso l'obiettivo comune: ritornare il prima possibile a una vita normale".

Come annunciato dal responsabile della campagna vaccinale per la Lombardia Giacomo Lucchini, l'obiettivo è coprire nei mesi di gennaio e febbraio tutti gli operatori sanitari (circa 140 mila), per poi passare nel mese successivo al resto della popolazione seguendo la programmazione territoriale, ricorda il sindacato. Tra i primi sanitari che si sono sottoposti al vaccino anche Anna Paola Callegaro, segretaria Anaao Lombardia per l'Asst Papa Giovanni XXIII di Bergamo e virologa, che si dice "felice e orgogliosa" di averlo fatto. "Il vaccino è oggi il principale strumento di prevenzione che abbiamo contro la pandemia. Operatori sanitari, medici, infermieri, tecnici di laboratorio: ogni giorno siamo in prima linea per combattere l'emergenza e la nostra è una responsabilità non solo morale, ma deontologica nei confronti di tutte le persone che da marzo a questa parte hanno perso la vita, tra cui anche tanti colleghi".

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