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Franz Di Bella, l'imprenditore che si è fatto da sé

Di Mary Sottile

È tra le più importanti realtà economiche del catanese; giovane, dinamica, concreta e seria, questa è la fotografia di “Netith”, azienda di customer care e di innovazione digitale di contrada “Tre Fontane” a Paternò. Nata nel novembre del 2017, nonostante sia giovanissima, visto i suoi 3 anni e mezzo di vita, può contare oggi su circa 500 dipendenti, restando in costante espansione. Al vertice di questo colosso c’è Franz Di Bella, 40enne, paternese, imprenditore con le idee chiare, riuscito a creare insieme al fratello Salvo, una realtà in un settore non facile, imponendosi in poco tempo sul mercato anche nazionale, rispetto ad altri competitors, grazie alla sua grinta, tenacia, serietà e la scelta di credere nel lavoro di squadra. In una terra, la Sicilia, dove in molti preferiscono lavorare da solisti, Franz Di Bella è l’uomo della strategia inversa, più sullo stile americano, e componente della giunta nazionale dell’associazione di categoria, Assocontact, che ha fatto le scelte giuste al momento giusto ed ecco che “Netith” è stata tra le prime aziende in Sicilia a far migrare tutta la sua attività, con tutti gli operatori, in smart working, subito dopo l’arrivo del Covid-19. Operazione non facile visto il numero di dipendenti, riuscita perfettamente, con i lavoratori dal marzo del 2020 in modalità “lavoro agile”. Incontriamo il presidente ed Amministratore delegato di Netith, Franz Di Bella, in azienda, mentre tra una riunione e l’altra, programma nuove sfide.

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Quale il momento più difficile vissuto durante questa pandemia?

«Innanzitutto l’affrontare qualcosa che non si conosce. L’inizio del 2020 è stato il momento che più di tutti ci ha messo in allarme, ci siamo posti seri interrogativi sul nostro futuro che non trovavano facilmente delle risposte. Dopo un momento di stordimento, ci siamo riorganizzati, così come abbiamo sempre fatto. Mi sono incontrato con tutto il management ed abbiamo preso delle decisioni in tempi rapidissimi, per affrontare un nuovo percorso, guardando innanzitutto alla salute dei nostri lavoratori, delle loro famiglie e di noi compresi, ma nel contempo abbiamo programmato la necessaria continuità del lavoro, senza che questo creasse impatti negativi e in termini di ricavi per l’azienda e di servizi erogati ai clienti.»

Grazie al calo dei contagi, ad una situazione d’emergenza pandemica rientrata, i lavoratori stanno a piccoli gruppi rientrando in azienda, i due padiglioni si spera presto torneranno completamente a riempirsi di vita, cancellando quel triste silenzio che per oltre un anno ha caratterizzato la struttura.

Lo smartworking ha arrecato all’azienda problemi di crescita? I lavoratori, operando da casa, hanno reso allo stesso modo?

«I lavoratori sono stati assolutamente il motore pulsante, confermando che il gruppo è veramente coeso. Non abbiamo avuto nessuna deficienza rispetto alla nostra capacità produttiva e questo è sicuramente merito di ognuno di loro che da casa è riuscito a mettere lo stesso impegno, la stessa costanza, così come quando eravamo tutti in sede. Indubbiamente il periodo di pandemia ha tolto la spinta che si ha in periodi di ordinaria normalità, una spinta che stiamo riprendendo, abbiamo già interlocuzioni con nuovi clienti e questo ci può portare verso quella crescita costante che abbiamo sempre avuto da quando “Netith” è nata».

Netith è un’azienda che cresce, tra l’altro anche in un contesto economico difficile, come quello siciliano. Quale il segreto di questo successo?

«Dietro Netith c’è un’attività imprenditoriale di oltre 20 anni, nata con i primi passi nel mondo immobiliare. Non c’è un segreto particolare se non quello di riconoscere i propri limiti, provare ad affrontarli costantemente tutti i giorni trovando sempre le soluzioni per superarli; tutto questo insieme alla passione, all’abnegazione al non arrendersi davanti alle difficoltà. A questo aggiungo un pizzico di sana ambizione che ti deve portare ad affrontare anche avventure particolarmente insidiose, dove ci si scommette e si prova a dare quel contributo alla crescita per raggiungere l’obiettivo che si desidera. Tutto questo si concretizza con la fortuna di aver trovato sempre persone disponibili a credere nella progettualità, a credere nelle mie idee.»

Il riferimento di Franz Di Bella è al fratello Salvo, consigliere delegato dell’azienda, sempre al suo fianco; ed ancora il direttore generale, Enrico Vivio; e Giovanni De Stefanis, responsabile della produzione.

Per mantenere standard sempre alti un’azienda come Netith di cosa ha bisogno?

«Professionalità, ma anche caparbietà, passione, volontà da parte di tutti coloro i quali compongono il team che deve guidare l’azione dell’azienda. A questo si coniugano tre valori fondamentali: la competenza, senza di essa si fa fatica; la passione nel volersi spendere; la sete nel voler raggiungere gli obiettivi; valori che ho fortemente riscontrato in questo territorio».

Non ha mai pensato di andare via dalla Sicilia, in un altro luogo dove magari è tutto più semplice?

«Amando la Sicilia gli altri territori li guardo come aree di conquista, per poter far crescere l’azienda, quindi, mi muovo solitamente in tutta Italia, per avviare quelle interlocuzioni necessarie per espandermi, ma questo è il territorio che ho scelto per vivere, per lavorare. Nel contempo, un’azienda come la nostra non può pensare solo a un territorio dove ubicare le proprie radici, ma deve essere aperta a nuove scoperte.»

Recentemente il presidente della Regione, Nello Musumeci è stato in visita in azienda. Quanto è importante il rapporto con le istituzioni?

«Indubbiamente la visita del presidente Musumeci ci ha inorgoglito, l’ho considerata come un attestato rispetto a quanto di buono abbiamo realizzato. Abbiamo gestito il numero verde covid della Regione Sicilia, un servizio fondamentale per la collettività durante la pandemia. Con orgoglio abbiamo offerto la nostra professionalità al servizio della comunità. L’auspicio è che le Istituzioni possano dare la massima attenzione a quei territori, come questo, che hanno un forte disagio nella realizzazione delle loro infrastrutture e che, invece, grazie a infrastrutture curate ed efficienti, possono diventare una leva sia per le aziende insediate, sia per nuovi investitori. L’area di Tre Fontane è in piena area Zes (Zona economica speciale), questa è una grande opportunità che va subito colta».

Chi è Franz Di Bella quando esce da questa struttura?

«Sono un uomo del territorio, sono un papà ed un marito che non vede l’ora di rientrare a casa per passare del tempo con la mia famiglia».

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