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Calcio, il Catania non ingoia il rospo delle ingiustizie: «Stiamo valutando nuove denunce»

L'ad Lo Monaco e la Serie B negata : «La successione degli eventi è stata talmente sfacciata e in contrasto con tutte le norme, che non si non può non pensare male»

Calcio, il Catania non ingoia il rospo delle ingiustizie: «Denunciamo tutti»

CATANIA - Denunce, valutazioni, critiche e campionato. Pietro Lo Monaco difende il suo territorio (il Catania) e ne ha ancora per tutti. L’impressione è che non sarà l’ultima volta che il direttore rossazzurro si scaglia contro il Palazzo e il «Puparo» per il mancato ripescaggio in B del club che rappresenta.

Riprende la B, comincia la Serie C. Come se nulla fosse successo.
«La B non sarà in linea con il rispetto delle regole, sarà un campionato monco. Non me ne voglia il Cosenza, ma se non si inerba il campo e non gioca la prima normale non è. Non è normale che a Lecce durante il riscaldamento prima della gara si inerbava ancora il campo. Alcune società di B non hanno messo sulla maglia il secondo sponsor. Mi sembra un campionato allo sbando. Tutto quello che gestisce il puparo è un fallimento».

Martedì prima partita a Monopoli. Che campionato sarà per il Catania?
«Duro, ci sono squadre che hanno operato sul mercato forse certi che il Catania non ci fosse e si sono attrezzate notevolmente. Alludo a Casertana, Catanzaro, ma sono lievitate le quotazioni di Trapani, Sicula Leonzio e Siracusa. Il Monopoli e la Juve Stabia hanno operato benissimo sul mercato».

Il teatrino costruito ad arte lascia fuori dalla B il Catania in barba alle regole.
«Un progetto insano. Come si fa a non pensare che sia stato tutto organizzato? Non mi sento di dar torto a chi lo pensa. La successione degli eventi è stata talmente sfacciata, in contrasto con tutte le norme, che non si può non pensare male».

Un mese per decidere di... non decidere sul format di 19 squadre in B, poi in poche ore hanno rinviato tutte le udienze possibili e compilato i calendari di C. Non è normale.
«Già la data del 7 settembre per riunire il Collegio di Garanzia del Coni mi puzzava. In altre situazioni lo stesso organo di garanzia (ma quale garanzia?) ha risolto controversie in quattro, massimo otto giorni. Il nostro caso ha richiesto un mese. Perché la B ha fatto i calendari? Perché è cominciato il campionato? La cosa più sensata sarebbe stata decidere e poi compilare i calendari».

Il 28 l’appuntamento al Tfn.
«Mi auguro che non si assista l'ennesima farsa. Tutto questo ha influenzato il calcio italiano in modo negativo. La questione va al di là della vicenda ripescaggi, ma investe la struttura del nostro calcio. Tutti sanno chi c'è dietro questa condizione scellerata, oggi il nostro calcio è non governato perchè attraverso il caos i soliti noti possono governare».

Il Coni è l’organo che dovrebbe garantire le regole.
«Invece non l’ha fatto. Malagò dovrebbe dimettersi».

Che cosa farà il Catania adesso?
«Stiamo valutando anche se denunciare le persone fisiche».

Ha quantificato il danno economico per la società?
«Non voglio manco fare i conti. Pensate che gli abbonamenti, in due giorni, dopo il possibile ripescaggio in B, erano arrivati oltre quota 5 mila. Adesso siamo fermi».

Negli anni passati il Catania vantava amicizie altolocate tra presidenti, dirigenti da copertina. Amicizie sbandierate anche se la società ha vissuto di luce propria.
«Quelle amicizie sbandierate in modo vistoso le ho sempre guardate con sospetto. Sono amicizie da “polpetta” (per dire da passerella, ndr), ognuno guarda il proprio interesse. L'incapacità dimostrata ha provocato danni inenarrabili; oggi rappresentiamo un calcio che non presenta un prodotto appetibile per le tv».

Si riferisce allo 0-3 inflitto al Cosenza per il mancato utilizzo del proprio stadio che aveva un fondo impraticabile?
«Giochiamo in stadi che sono tra gli ultimi al mondo, sono state tradite le regole. Le manovre dei soliti noti dà problemi seri al calcio e non li rende appetibili per le tv che sborsano soldi e quando chiuderanno il rubinetto in quanti rinunceranno all'attività?»

Tra qualche giorno si terranno le elezioni federali.
«Il sistema calcio è diventato un discorso politico, ho visto schifezze in occasione dell'elezione del presidente federale e rivedrò le stesse scene alla prossima, imminente, tornata».

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