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Carapaz vince il Giro d'Italia, Nibali ci ha provato sino all'ultimo ma è secondo

Di Redazione

VERONA - Richard Carapaz (Movistar) ha vinto la 102ª edizione del Giro d’Italia, al termine dell’ultima tappa, una cronometro di 17 km conclusa all’Arena di Verona. Il primo ecuadoriano a trionfare nella corsa rosa si è imposto davanti all’italiano Vincenzo Nibali (Bahrain-Merida) e allo sloveno Primoz Roglic (Jumbo-Visma) che salgono con lui sul podio. Lo "Squalo dello Stretto" si è classificato secondo con un ritardo di soli 1'05, mentre Roglic con un ritardo di 2'30" dall’ecuadoriano. Quarto lo spagnolo Mikel Landa, a 2'38", quinto l’olandese Bauke Mollema, a 5'43". Per Nibali si tratta del sesto podio: il messinese ha vinto due volte (2013 e 2016) il Giro d'Italia, due volte si è piazzato al secondo posto e due volte al terzo. 

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Come ogni anno, il Giro d’Italia regala sorprese e conferme. Ma soprattutto verdetti. In montagna, in pianura, ma anche in discesa o a cronometro c'è spazio per velleità e rimpianti. A volte non bastano nemmeno 3.600 km per dipanare la matassa, tra fughe mancate, alleanze sfumate, ambizioni lasciate sulla strada. Nel Giro di Carapaz qualcuno ha fallito e qualcun altro, invece, è addirittura andato al di là dei pronostici. Nibali non ha vinto il terzo Giro d’Italia, ma non si può dire che non ci abbia provato. Sul Mortirolo si è spremuto, prima ancora aveva tentato allunghi e colpi di mano. Il suo credo: la fantasia al potere. Lo "Squalo" quando e se può - nel senso che le gambe lo sorreggono - ci prova sempre, in salita come in discesa.

E infatti a fine Giro Vincenzo Nibali dice di non aver «nessun rimpianto». Lo "Squalo" ha poco da rimproverarsi e si tiene stretto il secondo posto al Giro: «Penso di aver fatto un bel Giro come tutti quanti ma è stato un Giro molto difficile, ho trovato sulla strada grandissimi rivali e non era facile portare a casa la vittoria. Carapaz era in ottima condizione e ha fatto una grandissima corsa».

Nibali spiega: «Soprattutto nelle prime fasi tutti i vari leader ci siamo controllati stretti, ci siamo marcati e poi non è stato semplice recuperare su Carapaz. Tutti noi abbiamo fatto questo piccolo errore ma Carapaz non ha rubato nulla, è andato fortissimo».

Il ciclista messinese cercava anche delle risposte per sè: «Ho avuto un lungo periodo molto difficile, con tanti problemi posturali - il riferimento alla caduta all’Alpe d’Huez - ed essere tornato a lottare per la vittoria del Giro non è stato semplice ma ho cercato di lottare fino alla fine. Ci abbiamo provato e abbiamo fatto un bel Giro, il secondo posto non è un cattivissimo risultato».

Sulla possibilità di fare il Tour de France e le ambizioni, Nibali precisa: «Il mio primo obiettivo era il Giro, correre per la classifica in due grandi corse a tappe ravvicinate non è semplice, vediamo come sarà l’avvicinamento e come risponderà il mio fisico».

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