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Calcio, Lucarelli svela il "suo" progetto per rilanciare il Catania

Di Giovanni Finocchiaro

CATANIA - Una conferenza stampa fiume, quella del ritorno in rossazzurro di Cristiano Lucarelli. Il nuovo allenatore del Catania ha presentato, più che la gara infrasettimanale col Bisceglie (si gioca mercoledì alle 20,45) il suo progetto di rilancio: «Non è una situazione facile, ma è anche difficile dire di no al Catania. Ho firmato per due anni non per i soldi, ma per riprendere il cammino interrotto e portarlo a termine», ha accennato.

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Quindi ha lanciato l'appello a tifosi e stampa: «Chiedo di mettere da parte ogni forma di incomprensione. Dobbiamo ricominciare a remare verso la stessa direzione. Tutti». La rimonta è possibile? Lucarelli ci crede: «L'obiettivo è creare di nuovo le condizioni per avvicinarci alla vetta, non si potrà fare in cinque minuti. Da oggi esiste solo il Catania, c'è la necessità di ripartire, non dobbiamo avere l'assillo, guardiamo all'oggi». Ecco l'esempio calzante: «Il Cosenza di due anni fa insegna che si può rimontare e vincere, si deve ritrovare la serenità perduta, ho accettato perché la squadra è forte, altrimenti sarei rimasto a casa».

Il tecnico in allenamento con il fantasista Lodi (Foto Galtieri)

Sulla possibilità di rivalsa dopo cinque sconfitte di fila ecco il pensiero di Lucarelli: «Ho un'idea di massima che dopo un solo giorno di lavoro non può essere quella definitiva, però la squadra al netto degli infortuni che fino a oggi ha pagato, se la può giocare con tutti. In questo girone ci sono sei o sette formazioni importanti, nella lista c'è anche il Catania. Non faccio tabelle, guardo prima di tutto alla testa».

A presentare Lucarelli c'era anche l'ad Pietro Lo Monaco che come al solito ha avuto toni accesi commentando la situazione ambientale di oggi: «Io responsabile? Si parla di fallimento, ma a parlare sono gli sciacalli che hanno solo come scopo la distruzione del Catania. Il calcio è anche economia, siamo passati da un debito di 15 milioni a meno 4».

Cristiano Lucarelli e Pietro Lo Monaco (Foto Galtieri)

Ancora una volta il dito viene puntato verso i giornali e una parte di tifoseria: «Gli ultras ospitati dai giornali, non ho mai visto una cosa simile. I tifosi facciano i tifosi, io ci rimetto tempo, salute e altre cose. I signori Spampinato e Rapisarda della Curva Nord fanno i giudici e non rispettano il Catania. Quando si contesta su ogni cosa e si prende la mira mi dicano qual è l'obiettivo». Finale cruento: «Se vogliono vengano a gestire il Catania e sarei pronto a consegnare loro le chiavi se fossi sicuro del risultato eccellente».

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