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Calcio Catania, il salvataggio all'ultimo minuto della Sigi: l'iscrizione alla C arrivata in extremis

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Calcio Catania, il salvataggio all'ultimo minuto della Sigi: l'iscrizione alla C arrivata in extremis

Di Giovanni Tomasello

TORRE DEL GRIFO - Tutto bene quel che finisce bene e non è mancata l’ansia finale perché l’ufficialità dell’iscrizione al campionato è arrivata in extremis proprio alle soglie della mezzanotte. Quel che fino a pochi mesi sembrava un sogno è diventato finalmente realtà per la gioia di tutti coloro - e sono veramente tanti - fedelissimi tifosi del Catania Calcio 1946 matricola 11700 che ha evitato un fallimento che avrebbe suonato a condanna per una città intera.

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Quella di ieri è stata una giornata movimentata come del resto si prevedeva: effettuati tutti i versamenti per pagare gli stipendi e i vari oneri, adesso si aspetta solo il parere della Covisoc che a giorni ratificherà l’iscrizione. Ci risulta pure che è stato rimodulato inoltre il debito con l’erario tramite una rateizzazione di 70 mila euro al mese per 10 anni.

Si conclude quindi felicemente un percorso irto di ostacoli in cui non sono mancati i momenti di sconforto e il timore di non farcela per tutta una serie di motivi. Oltre alle promesse non mantenute da alcuni imprenditori, interessati solo a parole a rilevare il club etneo, c’è stato perfino chi ha tentato di truffare la vecchia proprietà inviando documentazioni e pec risultate false con tanto d’intervento da parte della polizia e una persona arrestata. Ci sarebbero pure da raccontare tanti altri episodi ed elencare gli avvoltoi che si sono avventati sulla società etnea e sulla stessa Torre del Grifo. Noi abbiamo raccontato i fatti mettendo da parte quella fantasia che era solo servita a esasperare gli animi culminati in episodi di violenza e minacce. Meglio mettere comunque una pietra sopra sul passato e guardare con un ritrovato ottimismo al futuro.

A salvare Catania e Village è stata una perfetta e felice intuizione di due persone in particolare, due ex atleti che alla vigilia della notte dello scorso Natale hanno sfruttato il dono della lungimiranza gettando le basi per l’operazione salvataggio. I nomi sono ormai noti e a caldo in piena notte con la squadra iscritta all’ultimo istante, non possiamo che esaltare l’operato ma soprattutto l’abnegazione di Fabio Pagliara e Maurizio Pellegrino ai quali va il merito di aver avviato e creduto in quell’azionariato diffuso che a Catania prima di adesso non aveva sortito i risultati sperati.

Di sicuro la strada è stata e resta in salita ma sono stati compiuti passi importanti e dai primi aiuti economici ricevuti da un nutrito gruppo di soci si è passati ai contributi elargiti da imprenditori di un certo calibro. Adesso si può fare anche qualche nome e mi riferisco a Maugeri, al tandem Massimino-Le Mura ma soprattutto all’azionista di maggioranza della Sigi e cioè a Gaetano Nicolosi che assieme ai fratelli Giovanni e Andrea ha compiuto un sacrificio economico non indifferente nel cammino verso l’iscrizione al campionato.

Gaetano Nicolosi, 47 anni, nato nell’omonimo e ridente comune alle pendici dell’Etna dove abita, è titolare di una grossa azienda nel settore dei trasporti nata nel 1962, ma opera anche assieme ai fratelli in altri settori vitali come quello immobiliare. «All’inizio - racconta - avevamo versato una somma non rilevante ma quando ho visto che la situazione stava precipitando abbiamo voluto fare molto di più perché mi piangeva il cuore vedere il Catania morire. Il mio è stato un vero atto d’amore nei confronti di una città che è visibilmente in difficoltà e bisogna subito muoversi».

Fin qui Nicolosi rintracciato telefonicamente essendo fuori sede; poi la corsa contro il tempo nella notte, l’ultima pec inviata alle ore 23,55 alla Lega Pro con la domanda d’iscrizione e un comunicato stampa diffuso dal club rossazzurro quando un nuovo giorno era già arrivato. Il Catania è rimasto in vita.

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