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VERSO IL VOTO

Europee, Lombardo trova l’intesa con Forza Italia: ecco le richieste di Tajani

Il leader autonomista torna da Roma con un risultato forse al ribasso, ma non scontato: vi sveliamo tutti i termini dell'accordo

Di Mario Barresi |

Il faccia a faccia, alla fine, c’è stato davvero. Qualche giorno fa, a Roma, lontano da occhi indiscreti. «E senza dettare lanci alle agenzie, come fa qualcun altro», sibila uno dei pontieri più attivi con un non nemmeno troppo velato sfottò. Antonio Tajani ha accolto Raffaele Lombardo: l’accordo per le Europee è cosa fatta. Anche se si dovrà aspettare la prossima settimana per l’ufficialità.

Ma La Sicilia è in grado di rivelare i contenuti dell’intesa fra il segretario nazionale di Forza Italia e lo storico leader dell’Mpa: il punto principale è che gli autonomisti sosterranno a testa bassa l’eurodeputata uscente Caterina Chinnici, a cui il vicepremier dice di «tenere moltissimo». Dunque nessun candidato lombardiano nella lista azzurra (nonostante l’auspicio di Renato Schifani, che puntava ad arginare Saverio Romano) né la mitica colomba accostata al simbolo forzista che, oltre al richiamo al Partito popolare europeo e alla scritta “Berlusconi presidente”, ospiterà in basso il logo di Noi Moderati. Quella fra Forza Italia e Mpa, al momento, a Roma viene definita «un’intesa elettorale dalla quale può partire un futuro percorso politico comune».

Appoggio esterno

E allora, sedimentata la rottura del patto federativo con Matteo Salvini, la destinazione di Lombardo (o il «penultimo approdo», usando per contrappasso una celebre citazione dell’ex governatore nei confronti del suo arcinemico leghista Luca Sammartino) è l’appoggio esterno al partito che in casa Mpa viene definito «più vicino al nostro mondo e ai nostri elettori». Tanto più che, come rivelano fonti autonomiste, il «cordialissimo vertice» con Tajani sarebbe stato agevolato anche dai «buoni rapporti con la famiglia Berlusconi». Una sorta di stima ereditaria, consolidata da tanti viaggi ad Arcore quando il Cav, che non rinnegò mai il rapporto con Lombardo nemmeno negli anni più bui del processo per mafia, era il leader indiscusso del centrodestra. «Le uniche cose che gli rimproverava – ricorda un forzista di peso – erano i baffi e il riportino ai capelli…».

Ma tant’è. Lombardo torna da Roma con un risultato forse al ribasso, ma non scontato. E, pur rinunciando a eleggere un eurodeputato mpa, è ben lieto di misurarsi sulla sua ex assessora Chinnici. Con la quale giura di «non avere più rapporti da anni», anche se i due si sono sempre lanciati segnali. Come quando lei, aspirante governatrice alle primarie dei progressisti, propose di «allargare il campo» al suo ex presidente. E a maggior ragione dopo che Lombardo è stato assolto dall’accusa di concorso esterno, non pare esserci alcun tabù antimafia (dello stesso tipo dell’elenco degli impresentabili nel Pd o del no a Totò Cuffaro in Fi) da parte della figlia del giudice ucciso da Cosa nostra, ad accettare i suoi voti. Non a caso, infatti, fra le prime telefonate ricevute dal leader autonomista dopo l’intervista d’addio a Salvini, c’è quella di Manlio Averna, marito dell’eurodeputata.

Ma le preferenze, nella scheda, sono tre. E dunque un’altra clausola dell’intesa con Forza Italia è un secondo nome maschile “variabile”. Ed è qui che Lombardo potrà dare il meglio di sé. Tutti con Chinnici, ma accoppiando altri candidati: Marco Falcone (gradito a Roma), Edy Tamajo (il preferito di Renato Schifani) e pure Antonello Antinoro di Noi Moderati, rinsaldando l’asse con Romano. Le varie anime autonomiste – lo zoccolo duro di Catania, Roberto Di Mauro ad Agrigento, Giuseppe Carta a Siracusa, i Genovese a Messina, Nino Papania nel Trapanese – si misureranno su accoppiate (se non terne) diverse.

Il lato oscuro

Ma cosa avrà Lombardo in cambio da Forza Italia? Questo è il dark side dell’accordo: di certo «più attenzioni» nel rimpasto che Schifani dovrà fare dopo il voto, soprattutto se Luigi Genovese dovesse vincere il ricorso contro Pippo Laccoto, sancendo il pareggio (5-5) all’Ars nei gruppi di Mpa e Lega all’Ars. Ma per ottenere il secondo assessore, magari proprio a scapito degli ex federati, Lombardo dovrà abbattere le barricate di Sammartino, sempre certo che i pesi in giunta si basino sui risultati delle Regionali. E poi, nella missione romana, il patron autonomista avrebbe strappato anche la promessa di un sottogoverno nazionale. «Ben più prestigioso», assicurano fonti qualificate, del vertice di Italferr offerto last minute da Salvini per convincerlo a non rompere.

m.barresi@lasicilia.it

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