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Musumeci su La7: «La Lega al Sud? Socio fondatore del centrodestra, Salvini ora ha visione nazionale…»

Di Redazione |

«Siamo all’epilogo, è inevitabile quello che accade e accadrà nei prossimi giorni. Sono convinto che Conte stia cogliendo l’opportunità per ritagliarsi un protagonismo in questi mesi martoriato e devastato da un eccesso di presenza dei due leader del governo. In queste ultime ore ha detto “ho il bandolo della matassa, ditemi se devo mollare o andare avanti”. Non credo sia possibile andare avanti, i rapporti sono sfilacciati». A dirlo stamattina il presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci, ospite del programma “Omnibus” su La7. «Il programmismo – ha aggiunto il governatore – è la negazione della politica. La politica non può essere un contratto, la politica è un comune sentire, è affinità di culture, e invece il contratto M5s-Lega era una finzione, destinato a esaurire una funzione. La litigiosità sempre più aspra continua ad allontanare la gente dalle istituzioni».

Musumeci, stimolato da una domanda, si è inoltre detto «convinto che al Sud ci sia bisogno di un’offerta politica adeguata e Salvini è socio fondatore del centrodestra dal 1994. All’inizio con una visione territoriale e localistica, da qualche anno con una visione per fortuna nazionale. Non è un’intrusione anacronistica quella della Lega al Sud. E’ socio fondatore». «Il problema – ha aggiunto – è ridare un’identità persa dal centrodestra negli ultimi anni e la si può trovare nel Sud. Siamo costretti ad affidare ai Cinquestelle la rappresentanza di un elettorato che non si sente più rappresentato».

E ancora: «Siamo per l’autonomia – ha spiegato il governatore – che rientri in una cornice di responsabilità. Quando i colleghi parlano di regionalismo differenziato non abbiamo alcun problema. Sui costi dell’autonomia siciliana avremmo modo di discutere per ore e ore, ma per noi l’autonomia deve essere una straordinaria opportunità per risalire la china, cosa fattibile se c’è la complicità del governo nazionale. Quella del Nord non ci fa paura, noi abbiamo l’autonomia su 12-13 temi, ma se le grandi ferrovie si fermano in Campania, se l’edilizia ospedaliera assume un contorno diverso tra Sud e Nord, una ragione c’è e il difetto è nel manico, non nell’autonomia, che da noi è stata comunque utilizzata male». «Non abbiamo problemi sul piano politico – ha ribadito Musumeci -. Da noi l’autonomia è un fatto storico morale, l’abbiamo da 2.000 anni, ma non può essere la foglia di fico per coprire le vergogne di chi l’ha utilizzata male. Noi vogliamo un centrodestra che restituisca al Sud la sua funzione e il suo protagonismo. Noi l’autonomia – ha concluso il governatore siciliano – l’abbiamo avuta nel ’46: ancora oggi, dopo 73 anni, la Sicilia è comunque l’ultima o penultima regione d’Italia. Non è colpa dell’autonomia ma di chi avrebbe dovuto utilizzarla come opportunità e invece l’ha usata come privilegio per gli intoccabili».

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