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Politica

Amministrative, ora tocca alla Sicilia: 46 sindaci da eleggere, la guida al voto

Circa 600.000 i siciliani coinvolti. La sfida più “politica” a Caltagirone, riflettori anche su Vittoria 

Di Mario Barresi

E subito dopo tocca alla Sicilia. Dopo il voto nelle grandi città che sta tenendo col fiato sospeso il governo e soprattutto i partiti, nel prossimo fine settimana comincerà un mini-turno elettorale con circa 600mila cittadini interessati.

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Il calendario

La Regione ha infatti fissato l’appuntamento con le urne una settimana dopo il resto del Paese: primo turno domenica e lunedì prossimi in 42 comuni, con eventuali ballottaggi, se nessuno dei candidati a sindaco supera il 40%, previsti  il 24 e 25 ottobre nei 13 con più di 15mila abitanti (Adrano, Caltagirone, Giarre, Lentini, Noto, Pachino, Rosolini, Vittoria, San Cataldo, Canicattì, Favara, Porto Empedocle e Alcamo) sottoposti al sistema proporzionale. I 29 centri col maggioritario a turno unico (vince chi prende più voti) sono invece: Montallegro, Montevago e San Biagio Platani (Agrigento); Vallelunga Pratameno (Caltanissetta); Grammichele e Ramacca; Antillo, Capo d’Orlando, Caronia, Falcone, Ficarra, Floresta, Galati Mamertino, Gioiosa Marea, Mistretta (sciolto per mafia), Patti, Rodì Milici, San Marco D’Alunzio, Sant’Angelo di Brolo, Terme Vigliatore, Torregrotta (Messina); Alia, Montelepre, San Cipirello e Terrasini (Palermo); Ferla e Sortino (Siracusa); Calatafimi-Segesta (Trapani).

Ma nello strano “fuso orario” siciliano c’è un’ulteriore tornata che riguarderà 3 dei 9 centri sciolti per mafia. A Misterbianco, ma anche a Torretta e Mezzojuso (nel Palermitano) il primo turno è fissato per il 24 ottobre, con il ballottaggio, previsto soltanto sotto il Vulcano, fissato il 7 novembre.

 

Poche le sfide  “politiche”

In attesa di conoscere l’esito delle Amministrative nelle città più importanti d’Italia, il dato di partenza di questo voto siciliano d’autunno - a un anno esatto dalle Regionali del 2022 - è che il valore politico sarà molto relativo. Forse conta di più tutto quello che è successo (o meglio: che non è successo) prima della presentazione di aspiranti sindaci e liste, con gli schieramenti spaccati quasi ovunque nei comuni più importanti.

L’unica sfida davvero bipolare è a Caltagirone. Nella patria di Sturzo tutto il centrosinistra s’è compattato sull’ex consigliere provinciale Fabio Roccuzzo, sostenuto da Pd, M5S e sinistra, Claudio Fava compreso. Quasi per reazione i tre potenziali nomi del centrodestra si sono ridotti a uno solo: il forzista Sergio Gruttadauria; in lizza anche Roberto Gravina e Giuseppina Aliotta. Altri due i big match del Catanese. Ad Adrano: quasi tutto il centrodestra con il centrista Carmelo Pellegriti, mentre la Lega punta sull’ex sindaco ed ex deputato regionale Fabio Mancuso; l’asse Pd-M5S punta su Vincenzo Calambrogio; in campo i civici Agatino Perni e Gaetano Birtolo. E a Giarre: centrodestra spaccato fra Leo Patané (Fi, Dc, centristi e Iv) sfida Leo Cantarella (Lega e Fdi), nella sfida al sindaco uscente Angelo D’Anna; Patrizia Lionti ed Elia Torrisi gli oursider.

Ma i riflettori della politica regionale sono puntati anche su Vittoria, che torna a eleggere il proprio sindaco dopo un commissariamento (dovuto allo scioglimento per mafia) con durata record. Nella città del mercato ortofrutticolo più importante del Sud torna a ruggire il vecchio leone, già comunista e autonomista, Ciccio Aiello, che punta all’ennesima elezione col sostegno di Pd, sinistra e civiche. Qui l’asse giallorosso è rotto dal M5S, che appoggia Piero Gurrieri. Il centrodestra è quasi tutto compatto sul meloniano Salvo Sallemi, con alcuni big nascosti fra le civiche del quarto in lizza, Salvatore Di Falco.
Molto interessanti anche le quattro sfide del Siracusano. A Noto il civico Aldo Tiralongo sostenuto dal Pd, ma anche da Forza Italia e Udc (ufficialmente assente il M5S) se la vedrà in un faccia a faccia con Corrado Figura.

A Lentini i candidati sono addirittura sei: l’uscente Saverio Bosco se la vedrà con Rosario Lo Faro (civico colorato di giallorosso), Stefano Battiato e Francesca Reale (che si dividono le forze del centrodestra) e le civiche Maria Adagio e Laura Vacirca. A Pachino un poker di aspiranti: il grillino Fabio Fortuna e l’imprenditrice Barbara Fronterrè (Pd, progressisti e Udc) spaccano il centrosinistra, tanto quanto Carmela Petralito (FdI e DiventeràBellissima) e Corrado Quartarone (Lega e Forza Italia) fanno col centrodestra. A Rosolini, infine, cinque in lizza. L’unico partito ufficiale è il Pd, che sostiene Corrado Vaccaro. Centrodestra e grillini si mischiano nelle civiche: Giovanni Spadola, Giuseppe Incatasciato, Francesco Di Tommasi e Tino Di Rosolini gli altri quattro candidati.

Il “Sudoku” più complicato è nell’Agrigentino e nel Nisseno. E riguarda soprattutto il centrodestra. A Canicattì Forza Italia sostiene il dem uscente Ettore Di Ventura, sfidando Vincenzo Corbo, altro ex sindaco lanciato da Autonomisti e Db, mentre i salviniani, seppur col simbolo dell’Onda di Carmelo Pullara, puntano su Cesare Sciabarrà, mentre il M5S va da solo con Fabio Falcone.  A Favara Giuseppe Infurna gode del supporto di Forza Italia, Onda e della Dc di Totò Cuffaro, mentre il resto della coalizione (Fdi, Db, Autonomisti e Udc) sceglie Salvatore Montaperto; patto fra Pd esinistra, con qualche grillino in liste civiche, per l’ex segretario provinciale di Rifondazione comunista Antonio Palumbo. A Porto Empedocle quadro altrettanto frastagliato con Rino Lattuca (Fdi e Udc) e il forzista Calogero Martello; sull’altro fronte la sindaca uscente M5s Ida Carmina vince sulla fronda interna e si ripropone, ma senza il sostegno dei dem, che spariscono (né simbolo, né lista assimilabile) da una competizione in cui c’è comunque Gianni Hamel come civico di centrosinistra. Salvo Iacono l’altro outsider. A San Cataldo, nel Nisseno, asse M5S-Pd per Gioacchino Comparato; Luigi Cuba (Fi e Nuova Dc), Claudio Vassallo (Lega e Fd) , l’ex sindaco Giampiero Modaffari, Valerio Ferrara, Michele Intilla e Giuseppe Scarantino e gli altri sfidanti in campo.

Ad Alcamo, infine, il Pd s'è opposto al bis dell’uscente grillino Domenico Surdi stingendo un patto con l'Udc del’assessore musumeciano Mimmo Turano, il Psi e lo schieramento vicino all’ex sindaco renziano Giacomo Scala: il nome scelto è Giusy Bosco. Lo sfidante più forte sembra Massimo Cassarà, che unisce quasi tutto il centrodestra a eccezione di FdI, che sostiene invece Alessandro Fundarà.


Gli sbarchi dei leader

C’è stata Giorgia Meloni (sabato a Vittoria) e verrà Giuseppe Conte, da mercoledì a venerdì in tour in alcuni comuni dove il M5S è più in prima linea. Il Pd schiera l’ex ministro e vicesegretario Peppe Provenzano (che ieri sera ha marcato visita alla Festa dell’Unità di Palermo) e i capigruppo di Camera e Senato, Debora Serracchiani e Simona Malpezzi; improbabile, ma non escluso, un blitz di Matteo Salvini. Per il resto ben pochi i big nazionali presenti nelle piazze di un voto che in Sicilia sembra in tono minore.

Twitter: @MarioBarresi 

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