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Prodi "resuscita" l'idea Ulivo (con il M5s) e Letta non chiude: «Ascolto sempre il Professore»

L'ex presidente della Commissione Ue e ex presidente del Consiglio è stato intervistato da Lucia Annunziata. E nel Pd non ci sono chiusure...

Di Redazione

Un nuovo Ulivo, con il M5S pienamente alleato del centrosinistra. E’ su questa suggestione che, in una domenica segnata dai comizi elettorali per le Amministrative, si sviluppa un dialogo a distanza tra chi l’Ulivo lo ha ideato, Romano Prodi e chi, come Enrico Letta, si dice pienamente d’accordo con l’idea di una «federazione». I tempi non sono certo maturi e, al momento, anche le Politiche appaiono ancora molto lontane. E forse per questo nessuno pronuncia mai la parola «Ulivo». Ma l’idea, soprattutto in mancanza di una riforma elettorale, potrebbe farsi strada subito dopo le Amministrative, dove l’alleanza tra Dem e Movimento si è prodotta solo a macchia di leopardo. 

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Prodi, ospite di Lucia Annunciata, non parla solo di Letta come «il più adatto a federare». Parla anche di un Pd che dovrebbe farsi carico di proposte più coinvolgenti e ambiziose e non fermarsi allo ius soli o al ddl zan. «Il programma attuale del Pd è un pò troppo ristretto, ci vuole un qualcosa che sul lavoro, sul tipo di crescita, coinvolga più la gente, Non esiste solo il tema dei diritti», osserva Prodi. Che con Letta ci parla spesso e, martedì scorso a Bologna, lo ha anche incontrato in occasione di una cerimonia in omaggio di Nino Andreatta. «Io sono sempre molto attento a quello che dice Romano Prodi. Oggi ha detto cose importanti. Io penso che non esistano due campi diversi, quello dei diritti e quello del sociale» , sottolinea il segretario Dem. E Letta sembra subito prendere spunto dai consigli dell’ex premier. In serata, infatti, rilancia il tema della dote ai diciottenni - ma sulla patrimoniale ammette che con l’attuale coalizione non è possibile - e torna a bocciare quota 100, proponendo un sistema pensionistico che abbia al centro «la logica del lavoro usurante». Sul Green Pass, invece, il segretario del Pd è totalmente in linea con Mario Draghi: «Va bene che il prezzo del tampone sia calmierato ma il tampone gratis, a carico della collettività, vuol dire che va a carico di chi si è vaccinato e ha fatto una scelta di responsabilità è chi fa una scelta di irresponsabilità», è la replica di Letta al segretario della Cgil Maurizio Landini. 

La prospettiva di una federazione, invece, potrebbe tornare presto al centro del dibattito. Magari subito dopo le elezioni del nuovo presidente della Repubblica. Ed è un dossier strettamente legato al fatto che, in Parlamento, quasi nessuno scommetterebbe più sulla riforma elettorale in chiave proporzionale. E l’attuale legge, il Rosatellum, premia le coalizioni. «Io credo che andremo a votare con il Rosatellum e credo che al di à della legge elettorale questa è un’intesa territoriale», diceva qualche giorno fa Luigi Di Maio. Certo, un nuovo Ulivo avrebbe il nodo dei labili equilibri tra il Pd e chi, come il M5S, pur avendo vinto le scorse elezioni vede solo ora la luce in fondo al tunnel. Proprio in queste ore, tra l'altro, si sono aperte le iscrizioni al nuovo M5S targato Giuseppe Conte. Iscrizioni 'vecchio stampò che, con la rete di Rousseau, hanno ben poco a vedere. 

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