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Sicilia, la maratona all'Ars per la Finanziaria parte a ostacoli: seduta aperta e subito rinviata

Attesa per la relazione dei revisori dei conti sul documento contabile, tutto è fermo in commissione Bilancio

Di Giuseppe Bianca

«Soldi per fare “scruscio” in questa legge non ce ne sono». L’ultima battuta prima di chiudere ieri la porta della commissione Bilancio chiamata a esaminare l’ultima Finanziaria regionale della legislatura, è di Riccardo Savona, il forzista ortodosso che riassume in salsa sicula l’arte del possibile. L’uomo rimasto sulla tolda di comando della commissione-chiave per la manovra (visto che non si sono ancora svolte le elezioni dei nuovi presidenti, come chiesto da Pd e M5S e accordato dal presidente dell’Ars Gianfranco Miccichè, che aveva avviato  il relativo iter), ieri ha dato il via alle operazioni preliminari.

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Il parere dei revisori, atteso inizialmente per il pomeriggio di ieri era dato in arrivo per oggi con la commissione Bilancio convocata per le 10, poco prima cioè dell’inizio della seduta di Sala d’Ercole. Ma la seduta è stata aperta e subito rinviata. Al momento si aspetta la relazione dei revisori dei conti sul documento contabile, tutto è fermo in commissione Bilancio.

Tra le ipotesi prese in considerazione ieri c'erano quella di due maxi-emendamenti (uno del governo e uno della commissione Bilancio) per modificare alcuni dei punti. «Non possiamo ipotizzare contenuti aggiuntivi, diventerebbe complicato portarli avanti - riconosce il presidente Savona- ma ridefinire alcuni passaggi-chiave del testo è un tentativo che verrà comunque portato avanti». 

Contrario a questo tipo di schema e al fatto che la commissione Bilancio faccia arrivare invece emendamenti in Aula rimane Micciché che ieri sera ha anche assemblato un ”overtime” serale alla presenza di esponenti delle opposizioni con alcune specifiche controproposte. A chiedere un incontro formale al presidente dell’Ars è stato il Pd, con il segretario e deputato Anthony Barbagallo. 

L’avvio della Finanziaria si giocherà presumibilmente  anche sul filo dei precedenti e dei pareri tecnici. A fronteggiarsi sul tipo di approccio dell’ordine dei lavori potrebbero anche essere cavilli e interpretazioni. La battaglia di Sala d’Ercole è solo la premessa di un timing che difficilmente completerà il suo corso prima di due settimane.

Il “congelamento” di un miliardo di euro, come si legge nella nota di lettura al disegno di legge di stabilità,  ha potuto per altro verso beneficiare della riduzione di 200 milioni di euro per il concorso alla Finanza pubblica e dell’attribuzione di 100 milioni come acconto per la compensazione dei costi dell’insularità.  La diminuzione progressiva della spesa, prevista nel Piano di rientro definito nel gennaio del 2021 governo nazionale  ha imposto una dieta severa alla spesa con tagli  che sono andati da 40 a 80 milioni per arrivare ai 120 del prossimo anno. 

Tra le norme che sono state invece stralciate dalla presidenza anche quelle che riguardavano le società partecipate: «Se non si fanno le assunzioni si continua con gli interinali – chiarisce l’assessore all’Economia Gaetano Armao-  è un’evidenza, non un fatto da interpretare. Il governo regionale aveva già presentato una norma di identico contenuto nel collegato all’esercizio provvisorio a dicembre che era stata esitata dalla commissione Bilancio».

Chi va oltre alle schermaglie iniziali di questi giorni è l’“esperto dei conti” grillino Luigi Sunseri, che su Fb ha commentato con preoccupazione «La legge prevede che il bilancio sia approvato entro il 30 aprile, ma non ci sono i presupposti affinché ciò accada. Si andrà, per l’ennesima volta, in gestione provvisoria. Questo vuol dire che potranno essere solo pagati gli stipendi dei dipendenti regionali (non quelli di società ed enti regionali) ma non saranno, ad esempio, pagate tutte le spese in conto capitale e non si potrà programmare un euro di fondi europei. Un dramma per i siciliani».
 

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