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Siracusa

Crisi Isab-Lukoil, sindaco di Priolo: «La perdita di 10mila posti di lavoro sarebbe un colpo mortale»

Pippo Gianni lancia l'allarme e anche l'invito ad una mobilitazione nazionale 

Di Laura Valvo

«Il tavolo convocato dal ministro Giorgetti resti nazionale e per questo devono mobilitarsi anche le organizzazioni sindacali di più alto livello». L’appello è del sindaco di Priolo Pippo Gianni che segue con estrema preoccupazione l’evolversi della crisi della Lukoil.
 Si materializza infatti sempre più lo spettro di un crac occupazionale che costerebbe al Siracusano livelli mai visti, giacché la perdita di circa diecimila posti di lavoro, calcolato anche l’indotto, sarebbe un colpo mortale non solo per la Lukoil, la più grande e capace raffineria d’Europa, ma anche per il fragile assetto occupazionale delle province orientali della Sicilia, da dove proviene la maggioranza delle maestranze. 

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La società Isab-Lukoil, titolare di due raffinerie e un impianto di cogenerazione nel petrolchimico di Priolo, gravita nel gruppo russo Lukoil. E per questo ha subito la chiusura delle linee di credito dalle banche, pur non essendo destinataria di sanzioni. Il sesto pacchetto di misure sanzionatorie, adottate nei confronti della Russia a giugno dal governo nazionale, farà scattare a fine anno l’embargo per il petrolio russo importato via nave.

«Tale esito - dice Gianni - comporterà il blocco della produzione e la minacciata chiusura da parte del colosso russo dell’impianto ex Isab». L’imperativo è dunque quello di scongiurare che si arrivi al punto di non ritorno, motivo per il quale Gianni lancia l’invito alla mobilitazione nazionale che coinvolga non solo i sindacati nazionali ma anche le parti sociali più direttamente interessate, industriali e produttori. Se la crisi, sostiene il sindaco di Priolo, non viene trasferita in modo costante dal tavolo locale a quello nazionale difficilmente potrà avere soluzione.

«Invito tutti alla mobilitazione generale - commenta il sindaco di Priolo - è qui che devono arrivare i sindacati nazionali, a sostenere la battaglia che non è mai stata - né potrebbe esserlo - solo locale. Bisogna trovare subito una soluzione alla crisi di Isab-Lukoil, dovuta all'effetto boomerang delle sanzioni alla Russia. I dirigenti dell'azienda avevano lanciato l’allarme in tempi non sospetti e, a parte qualche intervento, anche ben articolato di sindacati e deputati, l’emergenza resta e deve allarmare». 

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