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Gelato

Tomarchio tra storia, tradizione, gusto e innovazione

Un brand ormai consolidato che ha anche introdotto la svolta green nel packaging dei prodotti e un impianto fotovoltaico nello stabilimento di produzione 

Di Redazione

Etica aziendale, prodotti genuini e ricerca di materie prime di qualità, assieme a un processo di produzione che rispetta le ricette di una volta fanno di Tomarchio uno dei brand dell’eccellenza siciliana. 

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L’azienda, quest’anno festeggia 60 anni, è pronta a coinvolgere i suoi consumatori finali, così come è pronta a lanciare un’altra importante sfida, quella nel segno della sostenibilità e del rispetto dell’ambiente, con una serie di novità riguardanti il packaging dei prodotti ma anche con una sostanziale rivoluzione all’interno dello stabilimento di produzione alimentato grazie ad un impianto fotovoltaico.

 

 

 

E’ una lunga storia quella di Tomarchio, una filosofia familiare e ben precisa, come racconta Angelo Tomarchio, nipote del fondatore e adesso, insieme al padre ed al fratello, alla guida della storica azienda.
«La nostra è un'idea ben precisa - dice - che ci ha permesso di affermare il nostro marchio e di diventare un punto di riferimento per chi è alla ricerca di dolci di alta qualità. Abbiamo sempre preferito la qualità alla quantità, evitando le logiche di prezzi al ribasso e lavorando, anzi producendo, per un segmento di amanti delle cose buone che trova nei nostri 4 punti vendita (Catania, Misterbianco, Aci Sant’Antonio e Gravina, ndr), l’intera nostra produzione».

 

 

Una linea di produzione che in 60 anni ha saputo adeguarsi ai tempi, intercettare i gusti e prevedere anche l’andamento del mercato. Se il prodotto più famoso di Tomarchio resta la tortina, prodotta con soli 5 ingredienti e senza l’utilizzo di conservanti e stabilizzanti, dai laboratori artigianali escono anche i dolci pasquali, il gelato - ribattezzato jilatu - i classici e immancabili panettoni natalizi e tanto altro ancora.

 

 

Sessant’anni alle spalle e nuove sfide all’insegna della sostenibilità, ora l’azienda Tomarchio è impegnata in una svolta che si può definire “green”.
«Ci stiamo muovendo seguendo sempre quella che è la nostra filosofia aziendale - continua Tomarchio - puntando molto sulla sostenibilità ambientale. Abbiamo già fatto tanto a livello di packaging, nel limite però del rispetto di alcune indicazioni. Stiamo lavorando per eliminare la plastica superflua per il confezionamento dei prodotti secchi, a favore della carta riciclata e dei materiali compostabili. Abbiamo installato un nuovissimo ed efficientissimo impianto fotovoltaico capace di produrre più energia di quanto effettivamente ne consumiamo durante i processi di produzione. Stiamo installando un nuovo impianto di depurazione che ci permetterà di immettere in ambiente solo acqua pulita, senza reflui inquinanti, che potrà tranquillamente essere utilizzata per l’irrigazione».

 


«E ancora: abbiamo in cantiere un progetto per monitorare il consumo di energia di ciascuna linea per adattare i tempi della produzione dei prodotti con quelli in cui produciamo più energia. Piccoli accorgimenti, ma comunque importanti».
In questi giorni torridi è stato il jilatu Tomarchio a far parlare di sé: il prodotto artigianale che esce dai laboratori dell’azienda rinfresca con una qualità e una genuinità di altissimo livello. Merito di quei piccoli ma tanti passi che hanno portato Tomarchio ad affermarsi come brand di assoluto livello e di assoluta certezza. E i 60 anni di attività ne sono un’altra grande conferma.

 

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