Notizie locali
Pubblicità

Speciali

Il 17 agosto, ritorno della Santa da Costantinopoli

I festeggiamenti estivi sono forse le celebrazioni più antiche legate alla Patrona di Catania: risalgono a 896 anni fa 

Di Alessandro Giuliana

La Festa di Sant'Agata è una ricorrenza molto sentita a Catania, attesa e vissuta da tutti i devoti come un'opportunità per rincontrare e toccare la loro Santuzza. E come ogni occasione che si rispetti, anche a Catania ogni scusa è buona per fare festa in onore suo e per dedicarle non uno, ma ben due eventi pubblici.
Secondo la tradizione, infatti, alla nota celebrazione delle giornate di febbraio se ne aggiunge un'altra, estiva, celebrata il 17 agosto e seguita non solo da numerosi devoti, ma anche da molti turisti in visita in città.
La festa di agosto legata a Sant’Agata è forse la celebrazione più antica dedicata alla Santuzza. Dura un giorno solo e si rifà ai festeggiamenti che avvennero la notte del 17 agosto del 1126, data in cui le spoglie della Santa vennero riportate a Catania da Costantinopoli (l’odierna Istanbul) da due soldati, Girliberto e Goselmo. 
Ma facciamo un passo indietro e raccontiamo cosa avvenne nel 1040 quando le reliquie della Santa furono trafugate a Costantinopoli dal bizantino Giorgio Maniace.
La storia narra che quando i bizantini cercarono di conquistare la Sicilia guidati, appunto, dal generale Maniace, il responsabile della flotta, un tale Stefano, si fece sfuggire il più importante prigioniero di guerra, il capo militare arabo Abd Allah, membro della casa imperiale della Città d’Oro. Fu così che, per sanare l’incidente diplomatico, Maniace decise di donare alla casa regnante le preziose reliquie di Sant’Agata insieme a quelle di Santa Lucia.
 Solo nel 1126 i due soldati francesi Girliberto e Goselmo ripresero possesso dei resti della Santa Patrona per consegnarli al Vescovo Maurizio presso il Castello di Aci. 
La leggenda vuole che fu la stessa Santa a comparire in sogno ai due soldati e a spingerli a compiere l’impresa. Secondo quanto riportato dai documenti storici, per fuggire più abilmente ai nemici dopo aver ripreso le reliquie, i due furono costretti a sezionare in cinque parti la salma della Santuzza e nasconderle dentro le faretre al posto delle frecce, ricoprendole di petali profumati.
 Sulla strada verso la Sicilia, passarono prima dalla Puglia, precisamente a Galatina, in provincia di Lecce, dove lasciarono una mammella della Santa; poi giunsero a Messina e qui avvertirono il Vescovo di Catania che prudentemente si accertò della vera natura delle spoglie di Sant’Agata, chiedendo ai due di monaci suoi fidatissimi Oldmanno e Luca di verificare. Così, una volta accertatisi che i resti erano realmente quelli di Sant’Agata, furono suonate campane a festa per celebrare il ritorno delle reliquie di Sant’Agata nella sua città natale.
 Il popolo catanese non perse tempo a scendere nelle strade, anche a piedi nudi e in camicia da notte (da qui l’origine del vestiario tipico del devoto) per rivedere la Santa. Lo storico incontro tra i catanesi e le reliquie di Sant’Agata avvenne nel quartiere di Ognina dove, proprio in quel preciso momento, una donna cieca e paralitica dalla nascita riacquistò la vista e l’uso delle gambe mentre cercava di prostrarsi davanti ai sacri resti.
 Anni dopo, sempre nello stesso luogo, fu eretta una chiesa che miracolosamente fu risparmiata da una potente eruzione dell’Etna del 1381. Questi sono solo alcuni dei numerosi segni lanciati al popolo catanese dalla Santa, che testimoniano il suo attaccamento alla città di Catania. E i catanesei rispondono con una devozione che va oltre il semplice culto, ma che diviene vera e propria riconoscenza e rispetto verso un simbolo di coraggio e libertà al grido di “Cittadini, cittadini, semu tutti devoti tutti”. 
Sono già trascorsi 896 anni dal ritorno a Catania delle sacre reliquie di Agata e sono passati secoli da quel giorno che ha permesso a tutti i devoti di riabbracciare e onorare ogni anno la propria Santuzza, ma la festa di agosto rimane sempre un appuntamento immancabile per i catanesi.
Per quanto riguarda la festa in sé, rispetto ai grandi festeggiamenti agatini di inizio febbraio, quelli del 17 agosto sono  molto ridotti ma non per questo meno sentiti. La festa estiva, infatti, attira comunque ogni anno migliaia di fedeli e turisti. Le celebrazioni iniziano già in mattinata per poi continuare nel pomeriggio con una messa in onore della Santuzza presieduta dall’Arcivescovo di Catania. Ma i veri e propri festeggiamenti iniziano in serata con una breve processione del busto reliquiario e del suo scrigno.
Vengono percorsi i dintorni di piazza Duomo, accompagnati dagli immancabili fuochi pirotecnici sia nel momento in cui la Santa fa il suo ingresso in Cattedrale sia quando ne esce per dirigersi verso la Porta Uzeda, in via Dusmet, passando per via Porticello, piazza San Placido, via Vittorio Emanuele II fino al ritorno in piazza Duomo per prepararsi al rientro in Cattedrale. 

Pubblicità
COPYRIGHT LASICILIA.IT © RIPRODUZIONE RISERVATA
Di più su questi argomenti: