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Spettacoli

"Un sogno in affitto" fa tappa a Noto e a Taormina

Vacanze da favola con Paola Marella in onda da domani su Sky Uno. In Sicilia sarà con Filippo Magnini e e Paolo Conticini

Di Redazione

Regalare la bellezza, far volare l'immaginazione e portare un sorriso, perché «in questo momento bisogna vivere con leggerezza e tornare a godere di cose semplici": positiva ed entusiasta, Paola Marella affronta così la sua prossima avventura professionale, che la vede di nuovo protagonista di «Un sogno in affitto», dal 17 giugno  in onda ogni giovedì alle 22:20 su Sky Uno (canale 108, digitale terrestre canale 455), in streaming su NOW e sempre disponibile on demand. L’esperta del settore immobiliare amatissima dal pubblico torna dunque a viaggiare per il Belpaese alla ricerca di dimore da favola in cui trascorrere una vacanza indimenticabile, tra ville settecentesche e tipici casali, attici con terrazzo e vista mozzafiato sul mare e appartamenti unici nel cuore delle città. In ogni puntata del programma, realizzato da Milano Produzioni, con lei ci saranno degli speciali compagni di viaggio, che dovranno scegliere quale delle tre case visitate sia più adatta per la loro vacanza: il viaggio inizia a Noto, dove la conduttrice sarà insieme a Filippo Magnini; poi, Paola Marella andrà sul Lago di Garda con Gabriele Cirilli, nelle Langhe con Sergio Assisi, a Taormina insieme a Paolo Conticini, sui monti di Courmayeur in compagnia di Max Giusti e, infine, a Venezia con Giorgio Mastrota.

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«Il Covid ci ha molto incupiti, ma questa esperienza ci ha insegnato che dobbiamo concentrarci sulla bellezza, l’unica cosa che ci salverà», dice la conduttrice, «io poi sono quella bicchiere mezzo pieno e del domani è un altro giorno. Il rapporto umano per me è tutto, e ora voglio ritrovare il contatto con le persone. Il covid l’ho avuto e non è stato facile, in futuro dovremo imparare a convivere con questa malattia, servono i vaccini ovviamente ma anche le cure: ora però non ne possiamo più, e dobbiamo tornare alla normalità». In "Un sogno in affitto», la visita delle case di lusso sarà l'occasione anche per guardare da vicino territori splendidi della nostra Italia. «Siamo stati in posti meravigliosi, ma il programma è stato girato quando ancora c'erano molte restrizioni», spiega, «abbiamo visto una Venezia bellissima e inaspettata in pieno lockdown, per la prima puntata però abbiamo scelto Noto, la nostra Saint Tropez, piena di sole, mare e barocco, proprio per dare luce». «Questa volta abbiamo osato ancora di più: queste case sono davvero da sogno», prosegue, «e i miei compagni di viaggio sono stati molto generosi in questa esperienza: hanno scelto la casa per loro più adatta ma hanno ricercato anche delle particolarità, rendendo migliore il programma e dando qualcosa di loro che io non conoscevo».

«Un sogno in affitto» darà alla conduttrice - che tra poco inizierà a lavorare alla prossima edizione di «A te le chiavi» in onda sul La7 a febbraio 2022 - anche l’occasione di aiutare gli spettatori a migliorare l’aspetto della propria casa, prendendo ispirazione da queste abitazioni uniche: «Le case sono nel cuore degli italiani, perché una abitazione bella fa sognare. Certo, qui mostriamo case di gente molto fortunata ma si può sempre prendere spunto, lasciarsi ispirare, ricalcare uno stile per poi interpretarlo a modo proprio», dice, «io in modo garbato cerco di dire cosa magari è fuori luogo, di indicare la direzione giusta, i pregi e i difetti. Gli italiani amano le case ma non sono in realtà dei grandi arredatori e la cultura dell’arredare da noi non è poi così tanto sviluppata. L’importante è accettare consigli di chi fa questo di lavoro e non strafare».

Come ha arredato la sua casa? «Io sono un’anima pop, amo colori e luci», racconta, «per esempio ho un tavolo con una serigrafia di Mimmo Rotella, due poltroncine d’oro, e luci che danno anch’esse un tocco d’oro, tuttavia bisogna saper dosare. In una casa per esempio una delle cose principali ma molto sottovalutate è lo studio dell’illuminazione degli ambienti: le luci infatti non solo sono funzionali ma arredano come oggetti». 

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