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Spettacoli

Nicoletta Romanoff: «Le mie radici siciliane mi hanno reso una donna forte ed equilibrata»

L'attrice è stata ospite del Marettimo Italian Film Fest, manifestazione organizzata dalla associazione culturale SoleMar Eventi con la direzione artistica di Pupi Avati

Di Salvo Barbasso

“Amo la Sicilia con tutte le sue contraddizioni, i paesaggi, le tradizioni, il mare. Mio nonno era siciliano, da bambina andavamo spesso in barca, facevamo le vacanze nella vostra isola, mangiavamo sempre benissimo, era il periodo della spensieratezza e della felicità”.

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Nicoletta Romanoff, 42 anni, attrice già giovanissima (esordì nel 2003 in “Ricordati di me” di Gabriele Muccino), oggi al centro di un percorso di crescita importante, è stata ospite del Marettimo Italian Film Fest, manifestazione organizzata dalla associazione culturale SoleMar Eventi con la direzione artistica di Pupi Avati.

Che esperienza è stata?

“Molto positiva. Abbiamo visto dei film interessanti, il cinema italiano in questo momento ha voglia di ripartire, il Marettimo Italian Film Fest ha dimostrato che il livello qualitativo è alto, questo deve essere l’imput per riprendere il cammino interrotto a causa della pandemia”.

 

 

Ha cominciato molto giovane e il successo è arrivato subito. Che ricordi ha di quel periodo?

“Ero molto concentrata, ho avuto un approccio molto serio con la recitazione e poi una grande emozione. Il cinema entrò nella mia vita inaspettatamente ma, a 23 anni, avevo già un notevole senso di responsabilità che mi ha poi accompagnata in tutta la mia carriera”.

Quando ha capito che voleva fare l’attrice?

“Da piccola. Facevo recitazione a scuola, avevo la passione per il teatro, ero davvero felice quando stavo sul palco. Non credo che le cose accadono per caso, il percorso dell’attrice l’ho desiderato fortemente e, quando ho avuto l’opportunità di fare un film importante, con un regista fra i più talentuosi del cinema italiano, ho capito che quella era la mia strada”.

E’ diventata mamma a 19 anni, bruciare le tappe sia nel privato che nella professione ha tolto qualcosa alla crescita di Nicoletta?

“Se famiglia e lavoro vanno di pari passo non è facile, quando è arrivato il successo gestire due bambini piccoli ed essere sempre all’altezza nel lavoro è stato complicato”.

Oggi che donna è?

“Consapevole, attenta, curiosa. Sono dentro il percorso dunque non vorrei dare definizioni precise, sto preparandomi ad affrontare quella maturità alla quale tutte le attrici aspirano”.

 

 

Ha rimpianti?

“Subito dopo il debutto mi è stato offerto un contratto di otto mesi a Los Angeles da un produttore americano importante ma ho rifiutato perché non volevo abbandonare la famiglia. Mantenersi in equilibrio fra vita privata e lavoro mi ha costretto a fare qualche rinuncia”.

Qual è stato l’impatto in un mondo competitivo come quello dello spettacolo?

“La competizione è in qualsiasi ambiente di lavoro. Devo dire che sono stata più in competizione con gli attori che con le colleghe, anzi, nei set che ho frequentato si sono sempre creati rapporti di stima e rispetto reciproco”.

E’ vero che ha un carattere impulsivo?

“Lo ero da ragazza, adesso sono più razionale e riflessiva, quando prendo una decisione è sempre ponderata, se affronto un “ruolo” sono molto scrupolosa e precisa nella fase della preparazione”.

Come esprime la sua sicilianeità?

“La cura per la casa e l’attenzione per la famiglia le ho ereditate dal mio ramo siciliano, così anche la capacità di reagire, in modo consapevole, alle avversità. Le radici sono importanti e vanno valorizzate”.

Progetti futuri?

“A settembre andrà in onda su Rai3 “Illuminate” dedicato alle donne italiane che hanno fatto la storia nel costume, la politica, l’attualità. Condurrò per mano lo spettatore nella puntata dedicata a Marta Marzotto, racconteremo tutto ciò che la rappresentava, il suo mondo, la sua visione della vita”.

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