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Enti promozione sportiva: "Disparità con FSN, Vezzali spieghi"

'Ora basta, vogliamo rispetto e un pari trattamento'

Di Redazione

ROMA, 03 AGO - "Passano i mesi, cambiano le legislature, ma gli enti di promozione sportiva sono costretti, ancora una volta, a denunciare l'ennesima disparità di trattamento riservata dal Governo alle nostre affiliate ASD e SSD". Comincia così la nota del coordinamento degli enti di promozione sportiva, dopo la pubblicazione datata primo agosto del dipartimento per lo Sport delle modalità e dei termini, definiti con il DPCM del 30 giugno 2022, per la presentazione delle istanze per il contributo a fondo perduto in favore delle Associazioni e Società Sportive che abbiano per oggetto sociale la gestione di impianti sportivi, per l'importo complessivo di euro 53.000.000,00. "Un aiuto concreto e apprezzato, se non fosse per l'ormai abituale differenza di trattamento riservata agli Eps rispetto alle Federazioni - continua la nota -. Come leggiamo dall'articolo 3, lettera b del DPCM in questione, tra i presupposti oggettivi per aver accesso al contributo è necessario 'avere un numero di tesserati, presso gli enti di cui all'articolo 2, comma 1, alla data di pubblicazione del presente decreto, pari ad almeno 200 unità se tesserati con EPS o 30 unità se tesserati con FSN'". "Una disparità di trattamento evidente della quale chiediamo spiegazione alla sottosegretaria Valentina Vezzali, che ci rammarica, perché è solo l'ultima di una già lunga lista di ingiustizie da noi subite". Per gli Eps, dunque, "è il momento di dire basta" e la richiesta è di "rispetto e pari trattamento in quanto dall'inizio della pandemia siamo stati il collante tra le società sportive e le istituzioni". Infine, l'invito per la sottosegretaria Vezzali: "Metta la parola fine a tutto questo".

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