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Italia Spagna, Azzurri in finale, le pagelle: Donnarumma eroe di Wembley

Chiesa goleador e Jorginho fredissimo dal dischetto. Bonucci e Chiellini stavolta soffrono

Di Francesco Grant e Piercarlo Presutti

DONNARUMMA 7.5: impressionante la sua reattività sul tiro in area di Olmo, grazie alla quale salva l’Italia nel primo tempo. Deve essere sempre reattivo anche di piede, perchè il pressing spagnolo lo costringe ad agire quasi da libero aggiunto, per far ripartire l’azione. Preciso anche nell’assedio della ripresa, ma non può nulla sul pari di Morata. Poi però gli blocca il rigore decisivo, mal tirato. 
 DI LORENZO 6.5: stretto tra Jordi Alba e Ferran Torres, è preso in mezzo a un palleggio così rapido da far girare la testa. Rimedia con mestiere, come nella diagonale di inizio ripresa che toglie dai piedi di Ferran Torres una palla gol. Dal finale dei tempi regolamentari si sposta a sinistra, su Gerard Moreno 
 BONUCCI 5.5: senza Morata da marcare per un’ora, appare ridondante, e prova a rilanciare saltando il centrocampo azzurro in crisi di identità. Quando il compagno Juve entra, prima lo mura, poi lo perde in coppia con Chiellini nell’azione del pari spagnolo. 
 CHIELLINI 5.5: lui è quello che, della coppia centrale, soffre di più dell’assenza di un centravanti cui poggiarsi. Olmo arriva da lontano, e non lo prende. Così spesso esce palla al ruvido piede, e quando Luis Enrique sotto di un gol mette dentro il centravanti sembra oramai fuori partita, come nella triangolazione Morata-Olmo-Morata che vale l’1-1. 
 EMERSON 6.5: al posto di Spinazzola, non dà a Insigne la velocità e la larghezza che gli consentono il pendolo esterno-interno. Però ha molta profondità, e a lunghi tratti è l’unico azzurro pericoloso. Come nel finale di primo tempo, quando pescato da Insigne si vede deviare il tiro sulla traversa. Si perde Orzabayal, che grazie l’Italia sottoporta. dal 28' st TOLOI 6: entra per arginare le punte immesse da Luis Enrique e ci mette il fisico. 
 BARELLA 6.5: è l’unico a sopperire con il dinamismo, ma non trova quasi mai sponde per la triangolazione giusta. Perde la battuta al tiro nella prima azione pericolosa degli azzurri, non ha sbocchi per inserirsi, rincorre sempre Pedri. Dal 40' st LOCATELLI sv 
 JORGINHO 6 : un Europeo intero in regia, poi la fitta rete messa in piedi da Luis Enrique in 20 metri lo taglia completamente o quasi fuori. Soffre terribilmente, marcato a turno da Busquets e Olmo se c'è da ripartire. Segna il rigore decisivo. 
 VERRATTI 5.5: troppo compassato nel ritmo per poter reggere la velocità dei suoi opposti, e visto che spesso dalla sua parte gravita Koke, la differenza di passo si vede. Dal 28' st PESSINA 6: entra per dare dinamismo ma non prende quasi mai i giri giusti 
 CHIESA 7: una gara di sacrificio a dar manforte dietro a Di Lorenzo, poi tanti scatti sui lanci lunghi da sfiancare. Ma dopo 
 un primo tentativo a inizio ripresa, sfodera la zampata giusta alla prima vera occasione, al 15': dribbling e destro secco sul secondo palo. Dal 2' sts BERNARDESCHI sv. 
 IMMOBILE 6: il riscatto tanto atteso da Mancini non si vede, e sì che lo spazio della profondità stasera ci sarebbe. La colpa, metà di chi lo lancia, metà dei suoi tempi di inserimento e della sua insicurezza nell’agganciare il pallone giusto. Il paradosso è che dall’ennesimo rimpallo nasce un involontario assist per il gol di Chiesa. Dal 17' st BERARDI 5.5: Chiesa gli dà la palla giusta per il raddoppio, lui la spreca . La cattiveria gli manca anche una seconda volta, ed è fatale perchè subito dopo arriva il pari di Morata. 
 INSIGNE 6: tanta buona volontà, tanto movimento, tanti errori. Come quando in azione di ripartenza non si accorge di Emerson lanciato a rete. Ma si rifa a fine primo tempo con l'assist da cui nasce la traversa dell’italo-brasiliano, ed è la premessa del contropiede dell’1-0 innescato da una sua apertura. Poi va a fare il finto nove, rincorrendo sempre. Dal 40' st BELOTTI 6: con lui gli azzurri ritrovano il centravanti nela girandola di cambi, ma è solo lotta fisica con i centrali spagnoli perchè l’Italia tutta non ne ha più. 
 CT MANCINI 7: In finale dell’europeo dopo la mancata partecipazione ai mondiali precedenti: basterebbe questo a dare il senso di un’impresa che è evidentemente costruita nel tempo e col lavoro. Ma stasera il commissario tecnico ne compie una particolare, quella di far superare alla sua squadra un avversario palesemente più attrezzato nel gioco. I calciatori di Luis Enrique macinano gioco, la palla gira a velocità siderale e manda in confusione chi si trova in mezzo al tourbillon: si trovano messi in mezzo anche gli azzurri, ma non mollano mai, provano a rispondere colpo su colpo, piazzano l’unghiata con Chiesa e non si abbattono per il gol del pareggio di Morata. Accettano con grande capacità di sacrificio il susseguente assalto a Fort Apache degli spagnoli. E vanno a vincere ai rigori, dove - più di tutto il resto - conta la lucidità. Questa è una squadra, ed il merito è prima di tutto del suo tecnico. Che ha ragione quando sottolinea «e non è ancora finita». 

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