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**Scuola: il grecista Nucci, 'patrimonio umanistico è a servizio scienza, ma pagare docenti di più'**

Di Redazione

Roma, 17 feb. (Adnkronos) - Sono metodo e "sviluppo dello spirito critico" ciò che "si acquisisce dallo studio delle discipline umanistiche". A partire dall'educazione alle lingue classiche, "latino e greco da tradurre con dizionario in mano, per abituarsi a gestire le difficoltà e ad affinare gli strumenti di acquisizione di qualunque tipo di competenza", grazie all'inestimabile lavoro di insegnanti che tuttavia "vanno pagati di più". A parlare è Matteo Nucci, grecista e scrittore tra i finalisti al premio Strega 2017.

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Nucci commenta all'Adnkronos il riferimento alla "necessità di investire in una transizione culturale a partire dal patrimonio identitario umanistico riconosciuto a livello internazionale" indicata dal premier Mario Draghi nel suo intervento al Senato. "Concordo con Draghi. Ma mi colpisce la parola 'identitario' - rileva - Il classico ti educa a a confrontarti con modi e interpretazioni fino a trovare la tua risposta, ti educa al senso critico, al chiederti il perché". "E' dal termine greco 'skholḗ' - ricorda - che deriva la parola 'scuola'. Significa tempo libero dal lavoro. Cioè il tempo in cui ti fai le domande. Cresci. Per affrontare la vita".

Draghi afferma: "Siamo chiamati a disegnare un percorso educativo.... e coniugare le competenze scientifiche con quelle delle aree umanistiche e del multilinguismo": "Il mito è a servizio della scienza - rimarca il grecista, autore tra l'altro di 'Achille e Odisseo. La ferocia dell'inganno', Einaudi editore - E' potente e persistente perché non ha mai una sola storia ma tante. Elena va a Troia? Ognuno crede al racconto che preferisce, sceglie Omero, Erodoto, Euripide, Gorgia.. ma sapendo che ci sono tanti modi di interpretare il mondo. La cultura umanistica allontana dal 'monopensiero'. Socrate invita a farsi domande. E poi a scegliere. La traduzione di un testo latino o greco dizionario alla mano è difficilissima ma educa alla duttilità, che poi occorrerà al grande informatico per trovare una nuova strada per risolvere il problema".

(di Roberta Lanzara)

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