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Europa Donna, ‘burocrazia blocca test e cure innovative cancro seno’

Di Redazione |

Roma, 12 ott. (Adnkronos Salute) – L’accesso alla diagnostica avanzata e alle cure innovative in gruppi multidisciplinari come le Breast Unit, che possono cambiare il decorso della malattia in donne con tumore al seno, è diverso da regione a regione soprattutto per questioni burocratiche. “Questo è un problema di stringente attualità e che abbiamo ben presente come associazione. Abbiamo accolto con favore il Decreto attuativo ministeriale pubblicato in Gazzetta Ufficiale a luglio 2021, che ha sbloccato i 20 milioni di euro del Fondo dedicato al rimborso dei test genomici, dopo mesi di lavoro congiunto. Tuttavia ad oggi esistono ancora ritardi organizzativi per cui, in alcuni centri di senologia, i test non vengono proposti alle pazienti, sottovalutandone benefici e potenzialità”. Così Loredana Pau, vicepresidente Europa Donna Italia, oggi a Roma, alla presentazione di un documento operativo d’indirizzo politico (Policy Brief) focalizzato sul tumore alla mammella, redatto sulla base di quanto emerso nel corso del tavolo di lavoro che ha visto la collaborazione tra oncologi, associazioni pazienti e Istituzioni. Le nuove tecniche di sequenziamento come il Next Generation Sequencing (Ngs) consentono di identificare in tempi rapidi e in maniera precisa il profilo della mutazione della neoplasia e di identificare il rischio di svilupparla. Ma ad oggi i test Ngs non sono nei Lea (Livello essenziali di assistenza) e le tariffe di rimborso alle strutture da parte dei Servizi sanitari regionali, sono diverse da regione a regione. Un tema di disuguaglianza trasversale a tutta la tematica relativa alla lotta ai tumori, si è sottolineato nell’incontro, organizzato a FB & Associati, che ha coinvolto i massimi esperti e le realtà più rappresentative del settore, è stato realizzato con il contributo non condizionante di Pfizer. I test di profilazione genetica e i farmaci innovativi, da prescrivere in un’ottica anche di sostenibilità economica e di appropriatezza terapeutica, hanno reso necessaria l’istituzione di Molecular Tumor Board (Mtb). Si tratta di un team di super-esperti, che comprende figure professionali quali oncologi, biologi molecolari, anatomopatologi, farmacologi, ematologi, esperti di gestione di big data, che si riuniscono periodicamente per discutere i diversi casi nell’ambito della Regione. “La nuova Governance deve essere orientata all’implementazione della medicina di precisione, dell’equità di accesso delle cure, del Molecular Tumor Board, volti a una più tempestiva ed accurata diagnosi in un percorso e una integrazione pubblico privato”, dice Ugo Trama, responsabile del servizio farmaceutico Regione Campania. Questi elementi “rappresentano il presupposto indefettibile – continua – per migliorare il percorso di cura e di presa in carico della paziente. L’impatto degli Mtb è pari a circa il 4% del costo dell’intero percorso del paziente oncologico, come ha dimostrato il progetto di ricerca Mtb2 della Fondazione Irccs Istituto nazionale tumori di Milano. Ciò nonostante, un’indagine appena pubblicata su Tumori Journal ha evidenziato che il 33,6% delle unità oncologiche italiane dichiara di non avere accesso alle Mtb”. Altro tema importante nella lotta ai tumori alla mammella è quello delle Breast Unit. I Centri di senologia multidisciplinari per la prevenzione e la cura del tumore al seno, attualmente presenti nel territorio nazionale, sono 256 ed è doverosa – è emersa con forza dal Tavolo di lavoro – una loro riorganizzazione, sulla base delle innovazioni terapeutiche sopraggiunte in questo ultimo decennio, anche per evitare disparità di accesso ai farmaci innovativi nell’ambito del percorso diagnostico. “In Regione Sicilia il 95% degli interventi negli ultimi due anni sono stati eseguiti all’interno delle Breast Unit, uniche Strutture alle quali viene erogato il Drg – è il contributo portato come esempio da Vincenzo Adamo, Regione Sicilia – Ora nella nostra Regione stiamo procedendo anche con la riorganizzazione della rete dei laboratori di diagnostica molecolare e profilazione biologica del Molecolar Tumor Board, al fine di garantire a tutte le pazienti la possibilità di avere una profilazione molecolare, laddove necessaria”. Affinché gli Mtb siano presenti su tutto il territorio nazionale, ma in un’ottica di sostenibilità economica, è fondamentale l’implementazione di laboratori simili nella struttura al concetto di Hub, uno per Regione, che dispongano di tecnologie all’avanguardia e di personale specializzato, in grado di gestire l’esecuzione di analisi complesse, come sono, per l’appunto, quelle di diagnostica molecolare. Per “una completa presa in carico – afferma Patrizia Frittelli, dell’Associazione nazionale italiana senologi chirurghi (Anisc) – è necessario che le pazienti vengano seguite da un team multidisciplinare: ad oggi, non tutte le regioni hanno le Breast Unit. Trattare una paziente per tumore della mammella in una struttura non dedicata, equivale a privarla di molte chance di cura. Allocare bene le risorse significa garantire alle pazienti le migliori possibilità di guarigione”. Anche Cittadinanzattiva, rappresentata al tavolo da Alessia Squillace, evidenzia l’impegno sinergico del mondo associazionistico in alleanza con il mondo medico e sanitario e con le istituzioni per far valere le ragioni dei diritti dei cittadini espressi dalla Costituzione.

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