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«Luce», la partigiana di 8 anni celebrata in una filastrocca di Rodari

Di Redazione |

«Il mio primo atto politico l’ho fatto quando avevo 8 anni»: Luciana Romoli (Roma, 14 dicembre 1930) inizia la sua militanza alle scuole elementari di Casalbertone per difendere la sua amica del cuore, la compagna di banco Deborah Zarfati (1929-1943, ebrea che morirà ad Auschwitz all’età di 14 anni), insultata e legata per le trecce, fino allo svenimento, da un’insegnante fascista. Era il 1938. In risposta a quest’episodio, Luce convince le compagne di classe a ribellarsi contro la maestra, che viene picchiata dall’intera classe di 37 ragazzine. Dopo quell’evento, Luce e la sorella Adriana diffondono per il quartiere alcuni volantini (con l’aiuto del padre), nei quali raccontano l’aggressione a Deborah. Per questo motivo entrambe le bambine vengono espulse da tutte le scuole d’Italia.

Figlia di due partigiani, con il nome di battaglia «Luce», Romoli diventa staffetta all’età di 13 anni ed entra a far parte della Brigata Garibaldi della sesta zona di Roma. Trasporta armi e viaggia con una pasticca di cianuro nascosta in un calzino per suicidarsi in caso di cattura. La sorella Adriana, staffetta come lei, organizzò anche diversi attentati. «Le donne italiane si sono riunite, hanno fondato una loro specifica organizzazione di lotta, i Gruppi di difesa della donna, sono entrate nella Resistenza a testa alta. Le donne sono state il cuore, l’anima della Resistenza», dice la partigiana romana.

Dopo la guerra, prosegue le sue battaglie sindacaliste per i diritti dei lavoratori e nel 1948 inizia a lavorare con lo scrittore Gianni Rodari, diventando segretaria della redazione de «Il Pioniere». In quegli anni Luce prosegue con le sue manifestazioni e va con i suoi compagni di lotta a riempire i muri della città di «scritte di lotta». Un giorno viene fermata mentre sta scrivendo la frase «vogliamo pace, lavoro e libertà», perché si attarda a mettere l’accento sulla «a», anziché scappare subito. Così viene arrestata e passa un periodo dalle suore Mantellate. Quando Rodari lo scopre, le dedica la filastrocca «L’accento sulla a». Luce è stata anche la segretaria di Enrico Berlinguer. Durante il Covid, a 90 anni, Romoli ha ospitato in casa sua un rifugiato del Gambia, un ragazzo di 22 anni di nome Abdelaziz, per aiutarlo a studiare.

«Donne partigiane»: le videointerviste alle sopravvissute della Resistenzadi Jessica ChiaCOPYRIGHT LASICILIA.IT © RIPRODUZIONE RISERVATA