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Messina, il market della droga dove il pusher guadagnava 1200 euro

Di Redazione
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I finanzieri del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Messina hanno eseguendo un’ordinanza cautelare nei confronti di 11 soggetti (5 dei quali in carcere, 4 agli arresti domiciliari e 2 con obbligo di presentazione alla Polizia Giudiziaria) accusati di essere i promotori e membri di un’organizzazione che gestiva un lucroso traffico di sostanze stupefacenti del tipo cocaina, hashish e marijuana, sull’asse tra la Calabria e la Sicilia.

Le indagini, condotte dai militari del Gruppo di Messina e dirette dalla DDA di Messina hanno preso il via dall’arresto, effettuato il 26 settembre 2018, di due messinesi, C.D. di 23 anni e R.D. di 21 anni sorpresi agli imbarcaderi dei traghetti privati mentre trasportavano oltre due chili e quattrocento grammi di cocaina ed un modesto quantitativo di hashish, sulla rotta dalla Calabria a Messina. A quel punto sono effettuati approfondimenti che hanno consentito di disvelare l’esistenza di un’associazione a delinquere, finalizzata al traffico ed allo spaccio di stupefacenti che aveva la sua base nel rione Giostra di Messina e dotata di stabili canali di approvvigionamento in Calabria, a Catania e a Messina.

E così il 2 febbraio 2019, le Fiamme Gialle di Messina avevano arrestato il messinese R.G. di 24 anni, oggi di nuovo arrestato, perché sorpreso al rientro da Catania, a bordo di un’autovettura noleggiata, con 5 chilogrammi di marijuana. Nel febbraio del 2019 i finanzieri hanno fatto irruzione nell’abitazione di L.P.G. di 37 anni, anch’esso di nuovo arrestato, sita nel Rione Giostra di Messina, sorprendendo i fornitori catanesi, C.R. di 53 anni e S.W. di 59 anni, nonché – oltre al proprietario dell’abitazione – il congiunto L.P.G. di 59 anni, il capo e promotore dell’organizzazione, M.G. di 29 anni, e M.F. di 59 anni e T.V. di 32 anni e sequestrando ulteriori 5 chilogrammi di marijuana.

L’abitazione di Giostra di Messina era una specie di servizio di distribuzione di droga operativo h24, grazie ad un sistema di turnazione e addirittura c’era anche il pagamento di emolumenti per i turni di “reperibilità”, alla stregua di veri e propri “dipendenti”: un vero e proprio supermarket dello stupefacente. Uno spacciatore, come A.C. di 36 anni, oggi arrestato, percepiva uno stipendio di circa 1.200 euro mensili. Nel corso dell’intera indagine sono stati sequestrati oltre 2 kg. di cocaina, oltre 10 kg. tra marijuana e hashish, nonché tratti in arresto in flagranza di reato 8 persone e accertati oltre 2500 episodi di spaccio, nel breve periodo da novembre 2018 a febbraio 2019, altresì emergendo come alcuni degli indagati vantassero la disponibilità di armi da fuoco.

Il capo e promotore del gruppo M.G. di 29 anni è figlio del più noto M.C. di 62 anni, killer del clan Galli di Giostra, assassinato il 22 maggio 2001 in un agguato mafioso con un colpo alla testa, all’incrocio tra viale Giostra e viale Regina Elena di Messina. Evidentemente, proprio tale rapporto parentale ha consentito a M.G. di 29 anni di scalare le gerarchie del clan Galli, addirittura venendogli riconosciuta la sua supremazia sul territorio dai congiunti diretti del capo clan Galli Luigi “scarpuzza” di 64 anni “…lo sanno che tu comandi anche a me …”, in occasione dei commenti connessi ad un attentato incendiario nei confronti di una sala scommesse riferibile al medesimo M.G. di 29 anni, avvenuto lo scorso gennaio 2019.

E’ stato anche accertato come nove degli 11 destinatari di provvedimento cautelare facciano parte di nuclei familiari percettori di reddito di cittadinanza, nonché un soggetto addirittura quale diretto interessato. Su tale aspetto verranno avviati mirati approfondimenti tesi a verificare la liceità della percezione del sussidio.

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