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Inchiesta su appalti rifiuti a Catania, "Bianco faccia un passo indietro"

Lo chiedono alcuni esponenti politici e di movimenti e associazioni cittadine

Inchiesta su Appalti rifiuti a Catania, "Bianco faccia un passo indietro"

Catania - Nella giornata degli arresti a Catania per l'inchiesta della Procura etnea che ha svelato un sistema di corruzione sulla gestione dei rifiuti a Catania, si registrano molte reazioni negative, alcune delle quali in particolari sulla posizione del sindaco della città, Enzo Bianco.

«Il sindaco della città di Catania Enzo Bianco deve immediatamente dimettersi. Le ragioni sono sotto gli occhi di tutti e non sarebbe accettabile alcun tentativo di scaricare ad altri responsabilità politiche e amministrative gravissime». Lo afferma in una nota l'associazione Catania Bene Comune. «L'azione della magistratura sul sistema di gestione degli appalti dei rifiuti a Catania - aggiunge - dimostra che ha sempre senso denunciare, alzare la testa, non avere paura. Siamo fieri di avere contribuito, insieme a giornaliste e giornalisti coraggiosi, a fare luce su un sistema corrotto».  Per l’associazione «il sindaco Enzo Bianco, l’assessore D’Agata, la segretaria generale del Comune hanno il dovere di dare spiegazioni alla città, di avviare una rigorosa indagine interna sulla gestione dell’appalto dei rifiuti e di accertare le responsabilità dei funzionari». In una Catania che «è stata una città sporca, con le tasse più alte sui rifiuti, con i servizi scadenti, con la raccolta differenziata quasi inesistente, in costante calo».

 «Anche se manca poco alla conclusione del mandato del sindaco di Catania, considerando quando accaduto oggi con l’indagine della Dia e il disastro della gestione dei rifiuti a Catania, il Tavolo per le imprese chiede a Bianco di fare un passo indietro o, in alternativa, esorta i consiglieri comunali ad autoconvocare immediatamente il Consiglio e sfiduciarlo». Lo afferma in una nota il Tavolo per le imprese. «Per decoro nei confronti della città, considerando che si tratta di funzionari a lui molto vicini - prosegue la nota - sarebbe opportuno chiudere qui il quinquennio e dimostrare che a Catania ci sono gli anticorpi morali al degrado che stiamo vivendo. Sarà anche un monito al sindaco che verrà dopo l’attuale inquilino di Palazzo degli Elefanti». 

«Il virus di un sistema malato fino al midollo è esploso anche a Catania. Oggi la Procura e la Dia hanno raccontato un ennesimo, gravissimo, quadro di corruzione che vedrebbe stavolta coinvolti dirigenti e funzionari del Comune etneo, unitamente ad esponenti delle ditte che dal 2017 gestiscono, in forza di un «appalto ponte» per i rifiuti». Lo afferma in una nota CittàInsieme, con l’adesione dell’Associazione antiestorsione di Catania, Legambiente Catania e Rifiuti Zero Catania.
«Le accuse, che vanno dalla turbativa d’asta alla corruzione, sono pesantissime e - prosegue la nota - confermano quanto da sempre ripetiamo: quello dei rifiuti è un mostro, un sistema malato che, se non adeguatamente affrontato, rischia di non lasciare immune nessuna amministrazione. Le inchieste a ripetizione che la magistratura pone alla nostra attenzione impone, ormai improrogabilmente, ed è già tardi, una seria riflessione ed interventi normativi urgenti, di profondo sconvolgimento del settore, attraverso iniziative legislative ed amministrative che spazzino via una volta per tutte procedure oscure, sistemi burocratici macchinosissimi che non hanno fatto altro che spianare la strada ad amministratori e funzionari compiacenti con corruttori ed organizzazioni criminali». «Come sempre - conclude la nota - ci auguriamo che la Magistratura faccia il suo corso ed accerti il prima possibile le responsabilità di ciascuno dei soggetti coinvolti. Ma sappiamo già che i tempi della giustizia nei Tribunali non sono compatibili con le richieste di giustizia che i cittadini comuni, gli ultimi, gli esclusi da qualunque tavolo che conta, devono iniziare a pretendere a gran voce. Non c'è più tempo».  

«Da anni denunciamo un sistema di corruttele dietro il business dei rifiuti in Sicilia e a Catania. Ora basta, la politica si assuma le proprie responsabilità, Enzo Bianco tragga le conclusioni del suo fallimentare mandato a Catania e si dimetta». Lo dicono i deputati regionali e nazionali del M5S della città etnea sull'inchiesta «Garbage affair» di Dia e Dda.

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commenti 1
  • attardi

    18 Marzo 2018 - 19:07

    Pur essendo di destra, ritengo che sia ingiusto - specie in questa fase di preparazione alle elezione amministrative - chiedere le dimissioni del Sindaco Enzo Bianco per lo scandalo degli appalti dei rifiuti urbani. Invero, il primo ad essere stato tradito - in conseguenza della sua personale scelta dei vari funzionari preposti al servizio degli appalti - è stato proprio lo stesso Bianco, che quindi è vittima - e non già soggetto attivo - di questo scandalo. Se si deve battere politicamente Bianco ed il suo partito, lo si deve fare con il confronto dei rispettivi programmi politici che presenteranno gli altri candidati, senza infangare il nome del candidato sindaco. E' questione di civiltà e di correttezza. Vinca il migliore, ma in quanto più bravo e più preparato dell'altro o degli altri concorrenti sindaci della città di Catania. I pettegolezzi, le diffamazioni e quant'altro di personale, lasciamolo agli incivili. Sebastiano Attardi

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