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Zes, la Sicilia si perde sulla Via della Seta

La regione sta perdendo l'opportunità di utilizzare le zone di espansione sociale che offrono di svolgere attività imprenditoriali esentasse o con tasse ridotte al minimo

Zes, la Sicilia si perde sulla Via della Seta

Catania - Sapete cosa sono le Zes? Sono le zone di espansione speciale, in sostanza zone franche soprattutto nelle aree portuali. In Sicilia ne sono state previste due, una al porto di Palermo e una nel sistema portuale Catania-Augusta. Non si tratta di fondi, ma della possibilità di svolgere nelle Zes attività imprenditoriali esentasse, o con tasse ridotte al minimo.

La legge sulle Zes è stata varata quest’anno dal governo Gentiloni, dietro sollecitazione del ministro Del Rio, ed era stata «propagandata» dal ministro delle Coesione sociale e territoriale De Vincenti. Tutte le Regioni hanno accettato con entusiasmo l’istituzione delle Zes, anche in relazione all’arrivo in Mediterraneo delle navi supercontainer cinesi della Via della seta marittima. Tutte tranne una, la Sicilia, che essendo a statuto speciale deve prima decidere se accogliere una legge nazionale. Per la nostra Regione non ci sono leggi nazionali, ma «proposte di legge» da esaminare alla luce degli interessi siciliani per poi deciderne l’accoglimento, oppure il respingimento. E’ superfluo aggiungere che la nostra Regione non si è mossa perché presidente, assessori, e mettiamoci anche deputati, erano super impegnati non a fare gli interessi dei siciliani, ma a fare i propri in vista del voto. Per cui stiamo perdendo l’opportunità di utilizzare le Zes e di poter offrire alle 90 navi che ogni giorno escono dal Canale di Suez per entrare nel Mediterraneo dei porti siciliani non solo pronti all’accoglienza e alla rifinitura dei prodotti semilavorati, ma anche esentasse. Vorrei anche ricordare che questo giornale ha sollecitato in varie occasioni l’interesse per gli sviluppi della Via della Seta marittima richiedendo l’attenzione del governo Gentiloni per i nostri porti regolarmente ignorati (e non solo per quelli di Genova e di Venezia-Trieste).

Cosa resta da fare a questo punto? Che il nuovo governo regionale presieduto da Nello Musumeci cerchi di recuperare il tempo perduto, nonostante che a Roma in questa fase si pensi soltanto alle elezioni nazionali. Praticamente abbiamo avuto sei mesi di stallo preelettorale per le regionali e adesso avremo altri sei mesi preelettorali a livello nazionale. Un doppio danno per i siciliani in perenne attesa.

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