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Tragedia del Sansovino, inchiesta della Procura di Messina: sei indagati

Migliora il più grave dei feriti. Sirene a lutto nei porti

Messina, incidente sul lavoro, cinque operai cadono nella cisterna di una nave: tre morti

La Procura di Messina ha inviato sei avvisi di garanzia nell’ambito dell’inchiesta sull'incidente costato la vita a tre marittimi, avvenuto martedì scorso a bordo della nave Sansovino attraccata al molo Norimberga, nella città dello Stretto.

I reati ipotizzati sono omicidio colposo plurimo e lesioni gravi. L’autorità giudiziaria ha anche disposto l’autopsia sui cadaveri.
La Capitaneria di porto di Messina ha notificato gli avvisi a Salvatore Virzì, comandante del traghetto Sansovino, che è ancora ricoverato al Policlinico; Fortunato De Falco, un altro ufficiale dell’equipaggio; Luigi Genchi, amministratore delegato di Caronte Tourist Isole minori, la società che ha rilevato l'intera flotta della dismessa Siremar, compresa la nave Sansovino; Iosué Agrillo, titolare di una società napoletana che si occupa di lavori di manutenzione, e Domenico Cicciò. Un sesto avviso di garanzia riguarda la società armatrice.

L’unico intossicato grave per il quale non è stata sciolta la prognosi è Ferdinando Puccio, ricoverato presso la Rianimazione dell’Irccs-Piemonte; ma le sue condizioni, seppure lievemente, sembrano migliorare: «Si registra - spiegano i sanitari - una tendenza alla graduale stabilizzazione dei parametri vitali che, secondo gli ultimi rilievi, appaiono incoraggianti rispetto ai giorni precedenti». E’ ancora ricoverato in Medicina d’urgenza l'altro marittimo, Antonino Lombardo.

Intanto, stamattina per cinque minuti hanno suonato a lutto le sirene delle navi ormeggiate in tutti i porti italiani per ricordare i tre morti di Messina: Gaetano D’Ambra, Christian Micalizzi e Santo Parisi. A promuovere l’iniziativa sono state le federazioni nazionali di Filt Cgil, Fit Cisl e UilTrasporti che hanno indetto quella che è stata definita la «fermata sul posto di lavoro in silenzio».

«Condividiamo - scrivono i sindacati - quanto affermato dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella: 'ogni morto sul lavoro è inaccettabilè, e dover registrare che nel nostro Paese si muore di lavoro è per noi una situazione alla quale non possiamo assistere. Chiediamo che il Ministero dei trasporti convochi immediatamente un tavolo che riprenda l’esame avviato sull'aggiornamento delle norme specifiche dei settori marittimo e portuale che attengono alla materia della sicurezza». 

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