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La Consulta boccia l’ultima “sanatoria” della Regione: «Gli abusi restano abusi»

Di Redazione |

La Corte Costituzionale ha dichiarato illegittimi alcuni articoli della legge sul recepimento del testo unico dell’edilizia, varata dall’Assemblea Regionale Siciliana.

Si tratta della Legge 16 dell’agosto del 2016. Il verdetto è stato accolto con soddisfazione dal coordinatore dei Verdi, Angelo Bonelli. Questa legge – spiega – è frutto di un vero e proprio inciucio tra M5S, centrodestra (compreso Musumeci) e centrosinistra. «Una norma, votata all’unanimità dal M5S, che prevedeva una sanatoria per gli immobili se i comuni avessero adeguato la disciplina urbanistica a quanto previsto dagli abusi. In sintesi per legge la Sicilia aveva deciso che la pianificazione urbanistica la facevano gli abusivi».

«Tu fai l’abuso? Ed io, Comune, cambio lo strumento urbanistico e te lo sano. Ecco il testo letterale di ciò che hanno approvato – aggiunge Bonelli – e che la Corte, per fortuna, ha dichiarato illegittimo: il responsabile dell’abuso, o l’attuale proprietario dell’immobile, possono ottenere il permesso in sanatoria se l’intervento risulti conforme alla disciplina urbanistica ed edilizia vigente al momento della presentazione della domanda». «Questo significava – prosegue l’ecologista – che chi aveva commesso l’abuso edilizio avrebbe potuto sanarlo nel caso in cui il Comune avesse modificato il piano regolatore o le norme tecniche edilizie. Un condono edilizio vero e proprio con il voto a favore di Musumeci e Cancelleri e con la responsabilità di Crocetta».

Il governo nazionale, meritoriamente – sottolinea Bonelli -, ha impugnato presso la Corte Costituzionale la legge e noi Verdi avevamo presentato una memoria alla Corte. Questa legge avrebbe potuto sanare 2 milioni di metri cubi di cemento abusivi. Bene l’intervento della Corte Costituzionale e attendiamo ora che anche la legge nazionale che blocca demolizioni sia bocciata. Troppe regioni in questa materia legiferano fuori dalla costituzione stimolando nuovo abusivismo invece che fermarlo, riconosciamo al governo su questa materia un ruolo rigoroso a tutela della costituzione e dell’interesse pubblico».COPYRIGHT LASICILIA.IT © RIPRODUZIONE RISERVATA