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Il design taiwanese in mostra alla Milano Design Week

Di Redazione |

“Who is going to raise the questions?The questions are designed in Taiwan”

Brera Design District | Via Pietro Maroncelli 7, MilanoFuorisalone – Milano Design Week – 15-21 aprile 2024

TAIPEI, 20 aprile 2024 /PRNewswire/ — Se il design è la risposta, allora qual è la domanda? Le domande chiave sono la forza che guida il design.

Alla Milano Design Week 2024, il Padiglione Taiwan presenta “Who is going to raise the questions? The questions are designed in Taiwan” (Chi porrà le domande? Le domande sono progettate a Taiwan) come tema dell’esposizione dal 15 al 21 aprile al Brera Design District.

Una mostra sul presente e sul futuro di Taiwan

Taiwan è una nazione insulare colonizzata a più riprese nel corso della sua storia. Ha ereditato la cultura cinese, ma è anche profondamente influenzata da quella giapponese. L’isola è circondata dal mare, ma ha anche montagne che superano i 3.000 metri e tanti laghi magnifici. Oltre ai paesaggi e alle risorse naturali, Taiwan è famosa in tutto il mondo anche per le industrie tecnologiche e dei semiconduttori.

L’esposizione punta non solo a mettere in luce la cultura materiale taiwanese e lo stato dell’arte del design locale, ma anche a sfidare le convenzioni e a ridefinire i confini della creatività nella risoluzione di problemi globali e collettivi. I quindici designer e brand partecipanti hanno esposto lavori che iniziano con una domanda, per favorire un rapporto dialettico tra le domande e le opere stesse. I titoli della mostra non servono necessariamente da unico descrittore delle domande che guidano ogni progetto; l’auspicio è invece che il pubblico possa percepire con facilità l’essenza della creazione. Allo stesso tempo, attraverso domande e opere presentiamo lo stato attuale dell’industria di Taiwan, la sua sostenibilità ambientale e il suo legame con i paesaggi locali. Sottolineiamo che individui, organizzazioni e agenzie governative possono contribuire allo stesso modo alla discussione collettiva nel cuore della società.

Attraverso gli elementi visivi dell’esposizione, come fumetti e dialoghi in vignette che fungono da linguaggio visivo compreso a livello globale, invitiamo gli spettatori a prendere parte, insieme, alle domande.

“Il nostro obiettivo è esportare nel mondo il design taiwanese”, afferma Chi-Yi Chang, presidente del TDRI, “mostrando la nostra vibrante e dinamica etica del design a un pubblico internazionale ed evidenziando la creatività, l’innovazione e l’abilità artigianale che definiscono la cultura di Taiwan. Noi del TDRI riteniamo il design uno strumento essenziale per la cooperazione interdisciplinare che, integrato nelle strategie imprenditoriali e operative dei settori produttivi, può dare forza ai giovani e favorire la crescita”.

“Non eravamo alla ricerca solo di buoni progetti”, è il commento dei curatori Eric Yu e Tsung-Yen Hsieh, “ma di voci in grado di risuonare con il ritmo dei nostri tempi. Abbiamo identificato designer e aziende dalla comprovata esperienza nel superamento dei confini e dal contributo importante al settore del design”.

“Who is going to raise the questions?”. Progetti in vetrina

La selezione dei quindici designer e brand vuole evidenziare l’identità del design taiwanese: la visione di cos’è il design locale e cosa può diventare. Selezionati tramite i Golden Pin Awards, i progetti sono eterogenei sia in termini di dimensioni che di notorietà dei rispettivi designer, e combinano il lavoro degli studenti del dipartimento di Design Industriale dell’Università di Tunghai o dell’Università di Ling Tung con studi come MINIWIZ, famoso per i numerosi anni di ricerca dedicati ai materiali post-consumo e ai processi di economia circolare. È in mostra al Padiglione Taiwan il suo meccanismo dell’incastro brevettato, senza malta, per laterizi in Polli-Ber™, polimero composito ricavato da scarti agricoli.

Tra i fili conduttori dei progetti vi sono infatti l’economia circolare e l’upcycling di materiali, sia post-industriali che naturali. Si tratta di processi che nascono a livello locale, nell’ambito delle risorse e delle tecnologie disponibili, per ripensare le attività produttive ben radicate. Tali sistemi circolari non rappresentano solo la ricerca, ma fanno già parte di processi industriali che dimostrano come la progettazione si sposti lungo l’intero ciclo di vita del prodotto, dall’approvvigionamento dei materiali alla fine del ciclo di vita.

Ad esempio, l’azienda Green Footprint Int’l Co. ricicla la plastica proveniente dall’industria dei giocattoli per creare sedute modulari e impilabili utilizzabili dai bambini e dagli adulti. UKL Enterprise Co. utilizza invece la fibra di foglie di ananas, di cui Taiwan è un grande produttore ed esportatore, per creare tessuti fashion. Un altro esempio ancora: Hsiang Han Design con W Glass Project riqualifica il vetro proveniente dai rifiuti oceanici o dal settore ITC (Information and Communication Technologies) per realizzare accessori in vetro soffiato per la casa.

Quest’ultimo progetto, così come la sedia in bambù di s2studio, un materiale locale e altamente rigenerabile, che integra design additivo con tecniche di assemblaggio a più livelli per ridurre al minimo gli scarti di produzione, sono esempi di “innovazione nella tradizione”, cioè la capacità di ripensare materiali a basso costo con tecniche altamente specializzate, sia artigianali che industriali, con le aziende che si trasformano da contoterzisti a produttori di beni complessi.

“Taiwan presenta uno straordinario mix di flessibilità, apertura e innovazione”, affermano i curatori Eric Yu e Tsung-Yen Hsieh. “E tutto prende il via dalle nostre migliori competenze tecnologiche e produttive. Ma non siamo solo ‘high-tech’; ci concentriamo anche sulla sostenibilità, compreso l’uso di materiali, capacità artigianali e tecnologia. Siamo in prima linea nelle tendenze globali a favore dell’ambiente, e il ruolo di Taiwan come polo produttivo è in evoluzione. Obiettivo dell’esibizione è evidenziare le nuove sfide emergenti dal panorama industriale e la transizione dal ‘Made in Taiwan’ (MIT) al ‘Designed in Taiwan’ (DIT)”.

Un’esposizione tra prodotti e pensieri che volano

Entrando nel Padiglione Taiwan, i visitatori si ritrovano in una specie di nuvola piena di fumetti, idealmente immersi nei pensieri e nelle domande di qualcuno. “Chi sono?” e “Da dove vengo?” sono questioni ontologiche che ci aiutano a comprendere noi stessi e le nostre comunità e, attraverso il design, ci permettono di promuovere un futuro ricco di significato. L’intera sala espositiva è costellata di “dialoghi nei fumetti” e di “pensieri nei fumetti” che evocano le strisce di vignette e mettono in connessione dialettica pensieri e parole pronunciate.

L’insieme, ideato dall’Atelier SUPERB con la grafica di S.SELECT LAB, suddivide l’ambiente in tre aree: la prima raccoglie progetti incentrati sul riciclo dei rifiuti, il secondo riunisce marchi e prodotti sostenibili con elevate composizioni riciclate, mentre il terzo è uno spazio interattivo con un’area dove i visitatori possono scrivere i propri pensieri. Ciascuno dei prodotti esposti è accompagnato da una domanda che stimola una riflessione più profonda e appare accanto a degli schermi LED che illustrano i processi produttivi o propongono il paesaggio di Taiwan. I panorami mostrano sia la bellezza dell’Isola che le sue parti meno attraenti, come i rifiuti abbandonati sulle spiagge, e offrono ai visitatori una visione insolita e meno predeterminata.

Le prospettive del design taiwanese e il ruolo del TDRI

La mostra evidenzia che il futuro del design taiwanese è legato alle questioni urgenti dello sviluppo sostenibile, della conservazione ambientale e dell’adattamento ai cambiamenti climatici. Sottolinea inoltre la necessità di ripensare il lavoro rispetto alla digitalizzazione e all’automazione e di migliorare la formazione scolastica e professionale dei futuri designer. Questi prerequisiti sono anche la mission del TDRI (Taiwan Design Research Institute), l’ente nazionale per la promozione del design a Taiwan.

“L’obiettivo che perseguiamo”, afferma Chi-Yi Chang, presidente del TDRI, “è incoraggiare l’innovazione in tutti i settori tramite la nostra piattaforma interdisciplinare, offrendo servizi di progettazione basati sulla ricerca, sul design thinking e sulla metodologia. Promuoviamo l’innovazione industriale attraverso la progettazione e, di conseguenza, la competitività delle industrie taiwanesi, ad esempio, dalla produzione di componenti ICT a un’industria dei prodotti ad alto valore aggiunto.

Lavoriamo in collaborazione con il Governo Centrale e i Ministeri dell’Istruzione, dell’Economia e dei Trasporti, ma anche con gli enti locali, per incoraggiare iniziative volte al miglioramento dei servizi pubblici, analizzando le tendenze e ottimizzando la qualità del servizio a vantaggio dei cittadini. Promuoviamo l’innovazione e il valore sociale grazie a iniziative transfrontaliere di design, di partecipazione pubblica e di partenariati tra aziende e organizzazioni non a scopo di lucro.

Infine promuoviamo attivamente gli scambi internazionali per facilitare la collaborazione e la condivisione delle conoscenze. Coltiviamo anche talenti emergenti attraverso esposizioni, concorsi e progetti. Il nostro impegno sostanzialmente abbraccia tutti i settori, e promuoviamo il design e l’innovazione di Taiwan e la capacità progettuale dell’isola su scala globale”.

Il 15 aprile 2024, giornata inaugurale del Padiglione Taiwan, il TDRI collabora con l’ADI (Associazione per il Disegno Industriale) all’organizzazione di una serie di discussioni e incontri volti a facilitare lo scambio internazionale tra designer di Taiwan, Italia e altri paesi, affinché l’occasione della Design Week diventi il seme di future collaborazioni.

www.tdri.org.tw

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Foto – https://mma.prnewswire.com/media/2390862/1______1.jpg

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