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Milano: psicologhe indagate per caso Pifferi non rispondono al pm

Di Redazione |

Milano, 4 apr. Hanno scelto di non rispondere le due psicologhe indagate per falso e favoreggiamento, nel caso di Alessia Pifferi, convocate dal pm di Milano Francesco De Tommasi per essere interrogate su alcuni aspetti del diario clinico e dei test somministrati alla donna accusata di aver lasciato morire di stenti la figlia Diana di soli 18 mesi. Una strategia difensiva già attuata, in precedenza, dalle altre due psicologhe del carcere di San Vittore che il pubblico ministero avrebbe voluto interrogate nel filone ‘parallelo’ al caso di omicidio che potrebbe arrivare a sentenza il prossimo 12 aprile (o al più tardi il 13 maggio).

Per il rappresentante della procura le indagate avrebbero ‘imbeccato’ l’imputata affinché ottenesse una perizia psichiatrica in grado di accertarle un deficit, strategia non riuscita: “Alessia Pifferi al momento dei fatti per i quali è imputata era capace di intendere e di volere” è la conclusione della perizia psichiatrica chiesta dal tribunale di Milano.COPYRIGHT LASICILIA.IT © RIPRODUZIONE RISERVATA

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