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Omicidio Cerciello: vedova, ‘due anni senza Mario, giorni troppo lunghi e dolorosi'

Di Redazione

Roma, 26 lug. (di Assunta Cassiano e Daniele Dell'Aglio) “Sono passati due anni, manca da più di settecento giorni, troppo lunghi e dolorosi. Ma mio marito Mario è con me sempre, è presente in tutto quello che mi sono trovata a vivere e ad affrontare senza di lui, è in ogni istante. E' lui che mi dà la forza, perché Mario aveva una gran voglia di vivere”. Cosi' Rosa Maria Esilio, vedova del vicebrigadiere dei carabinieri Mario Cerciello Rega, ricorda in un'intervista all'Adnkronos il marito ucciso con undici coltellate il 26 luglio di due anni fa a Roma. Per il suo omicidio il 5 maggio scorso sono stati condannati all'ergastolo Finnegan Lee Elder e Christian Gabriel Natale Hjorth.

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“Sono state 43 udienze molto difficili, alle quali ho sempre voluto partecipare. Il momento più complesso - sottolinea la vedova Cerciello, che e' stata assistita nel processo dagli avvocati Franco Coppi, Ester Molinaro e Massimo Ferrandino - per me e per coloro che hanno assistito a quell'udienza, è stato ascoltare in aula l'angosciosa telefonata alla centrale operativa da parte del collega che chiedeva di inviare i soccorsi perché Mario era stato accoltellato e tentava invano di soccorrerlo”.

“Un momento difficile per tutti i presenti. Stare lì ad ascoltare quel momento così concitato, le voci, i toni, i respiri affannosi e sofferenti di mio marito Mario - dice - ha scandito e squarciato un tempo sospeso tra la vita e la morte, erano i suoi ultimi respiri, l'amore della mia vita stava morendo. E tutto questo squarcia dentro”.

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