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Crisi Dacca, i piatti di plastica non si vendono più: arriva l’ok alla cassa integrazione

Di Redazione |

E’ stata accolta dal ministero del Lavoro la richiesta di cassa integrazione straordinaria di 12 mesi per fine attività per 100 lavoratori della Dacca. Ciò permette di rinviare la procedura di licenziamento collettivo prevista per il 26 giugno all’Ufficio provinciale del lavoro. Lo rendono noto i sindacati di categoria di Cgil, Cisl, Uil e Snav Confsal dopo un incontro nella prefettura di Catania.

I sindacati chiedono alla Regione Siciliana di «intervenire per sostenere direttamente le politiche attive del lavoro che l’azienda non può anticipare e che sono propedeutiche per l’erogazione della misura di sostegno al reddito».

«Stato e Regione – aggiungono – aiutino le aziende siciliane del settore a riconvertirsi in vista delle misure ‘plastic freè». I sindacati «ringraziano il prefetto Claudio Sammartino perché ancora una volta ha confermato grande sensibilità nei confronti dei temi del lavoro, dello sviluppo e della coesione sociale del territorio».

Dall’azienda è arrivata la conferma che il ministero ha accolto l’istanza per la cassa integrazione straordinaria per 12 mesi per i 100 lavoratori, ma solo per fine attività. La Dacca, infatti, a seguito delle ingenti perdite economiche dettate dal fallimento, dalla difficoltà della Gdo e dai danni subiti dal terremoto del 26 dicembre 2018 non può più risollevarsi o riconvertirsi, per cui sta valutando anche la vendita del marchio e dello stabilimento. Si è detta impossibilitata ad anticipare e sostenere con proprie risorse le politiche attive di lavoro, elemento indispensabile per attivare la misura di sostegno al reddito.COPYRIGHT LASICILIA.IT © RIPRODUZIONE RISERVATA


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