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Inchiesta Cara Mineo, salta udienza per difetto di notifiche

Di redazione |

CATANIA – E’ stata rinviata al 3 aprile, per difetto di notifiche, l’udienza preliminare per la richiesta a rinvio a giudizio presentata dalla Procura distrettuale di Catania nei confronti di 16 persone per turbativa d’asta nell’ambito dell’inchiesta sulla concessione dell’appalto dei servizi, dal 2011 al 2014, al Cara di Mineo, e per reati amministrativi del consorzio Sol Calatino. Da questa tranche dell’inchiesta è uscito il sottosegretario alle Politiche agricole Giuseppe Castiglione, indagato in qualità di allora soggetto attuatore del Centro accoglienza richiedenti asilo più grande d’Europa, che ha chiesto e ottenuto il giudizio immediato. Tra i sedici imputati ci sono Luca Odevaine, in qualità di presidente la commissione aggiudicatrice, il sindaco di Mineo, Anna Aloisi, l’ex presidente del consorzio dei Comuni «Calatino Terra d’Accoglienza», l’ex direttore del consorzio, Giovanni Ferrera; gli ex vertici delle Ati interessate. Il Gup Santino Mirabella ha previsto tre udienze.

Al centro dell’inchiesta le gare d’appalto per la gestione dei servizi del Cara fra il 2011 e il 2014, intervallata da sette proroghe avallate da un protocollo con la Prefettura di Catania. Secondo l’accusa, «il bando di gara sarebbe stato predisposto con la finalità di affidamento all’Ati appositamente costituita» dalle Coop che avrebbero «ricevuto rassicurazioni sull’aggiudicazione degli appalti». A Castiglione, Aloisi, e Ragusa è contestata anche la corruzione «per la promessa di voti per loro e i gruppi politici nei quali gli stessi militavano (Pdl, lista Uniti per Mineo e Ncd)» in cambio di «assunzioni al Cara». (ANSA).COPYRIGHT LASICILIA.IT © RIPRODUZIONE RISERVATA

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