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Catania

Ucraina, a Catania in campo la comunità di Sant'Egidio tra solidarietà, fiaccolate e preghiere per la pace

Raggiunti anche accordi con alcuni autotrasportatori pronti a portare beni di prima necessità in Romania, Polonia e nei Paesi che accolgono i profughi

Di Pinella Leocata

La comunità catanese di Sant’Egidio scende in campo per la pace e contro la guerra, nella consapevolezza che la guerra genera guerra e che occorre fermare l’escalation militare in territorio ucraino. Sabato prossimo, alle 18, nella sede Santa Chiara, in via Garibaldi 89, si terrà un incontro per capire le ragioni della guerra in Ucraina, non per attribuire colpe, ma per conoscere il contesto in cui la guerra ha luogo, le sue dinamiche e le sue motivazioni.  A discuterne Francesca Longo, prorettrice e ordinaria di Relazioni internazionali, ed Emiliano Abramo, presidente della Comunità di Sant’Egidio. All’iniziativa hanno già aderito moltissime scuole superiori e molte associazioni universitarie.

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Dopo l’incontro, alle 19,15, il gruppo dei presenti si muoverà in corteo per una fiaccolata che andrà dalla chiesa di Santa Chiara fino alla Cattedrale dove, alle 20, si unirà alla preghiera che l’arcivescovo Luigi Renna ha indetto per la pace. 

Saranno presenti le autorità cittadine e i rappresentanti delle varie religioni presenti in città, a partire dall’imam della Moschea della Misericordia. 

«Un’iniziativa di fede e di cultura», dice Emiliano Abramo che sottolinea come sia «importante parlare ai giovani di quanto sta accadendo e fare quello che andava fatto prima: chiedere la pace. Sono molto preoccupato perché si sta vanificando il dialogo ecumenico portato avanti negli ultimi quarant’anni e stiamo ricadendo nel clima del peggior Novecento, quello della guerra mondiale. Vogliamo rifuggire dalle banalità e portare avanti un discorso di cultura e di ricerca della pace».

In questa ottica sono tante le iniziative che la Comunità di Sant’Egidio sta portando avanti per iniziative di solidarietà e per promuovere una cultura di pace. Innanzitutto ha attivato un numero di conto corrente per raccogliere fondi per l’Ucraina dove la guerra impedisce di portare aiuti materiali, fondi destinati anche alla Polonia, all’Ungheria e alla Slovacchia che in questo momento sono in prima linea per accogliere i profughi in fuga dalla guerra. Questi i riferimenti delle due raccolte attivate di cui una su Facebook: https://bit.ly/AiutiamoProfughiUcraina_FB  e l’altra  sul sito PayPal o tramite bonifico bancario https://bit.ly/AiutiamoProfughiUcraina

Inoltre la Comunità di Sant’Egidio ha già avuto la disponibilità di alcuni autotrasportatori pronti a portare beni di prima necessità in Romania, Polonia e nei Paesi che accolgono i profughi ucraini, e se ne aspettano 7 milioni. Si tratta soprattutto di donne e bambini dal momento che i ragazzi e gli adulti sono trattenuti per combattere a difesa del loro Paese. Ancora. Molte donne e uomini ucraini che risiedono sul nostro territorio stanno contattando la Comunità per chiedere di aiutarli a portare qui la propria famiglia mettendola in salvo. E Sant’Egidio si sta mobilitando affinché siano attivati dei corridoi umanitari per favorire i ricongiungimenti in Italia con ingresso in sicurezza.  

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