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L'INCHIESTA GIUDIZIARIA

Anche l’imprenditore ed ex parlamentare di Bronte Vito Bonsignore nella “cricca” di Verdini Jr che gestiva le commesse Anas

È indagato dalla Procura di Roma perché si sarebbe rivolto alla società di lobby Inver per per promuovere il progetto della Ragusa-Catania

Di Redazione |

Non solo l’imprenditore favarese Angelo Ciccotto. C’è un alto siciliano coinvolto nell’inchiesta della Procura di Roma su presunti illeciti in commesse in Anas che ha portato agli arresti domiciliari cinque persone tra cui Tommaso Verdini, figlio dell’ex parlamentare Denis anch’egli nel registro degli indagati. Si tratta dell’imprenditore siculo-piemontese Vito Bonsignore, 80 anni, di Bronte, ex parlamentare del centrodestra. Bonsignore, oggi imprenditore ma in passato eletto in Parlamento ed eurodeputato, si sarebbe rivolto alla società di Verdini per promuovere progetti relativi ad alcune opere infrastrutturali tra cui la Orte-Mestre e la Ragusa Catania.

La Sarc del gruppo Bonsignore si era aggiudicata diversi anni fa il bando di project financing per costruire e gestire la superstrada Ragusa-Catania: e la sua azienda è stata proprietaria del progetto preliminare dell’opera fino al 2021, quando ha ceduto all’Anas il progetto della quattro corsie a pedaggi tra Ragusa e Catania incassando ben 36 milioni di euro. 

Nato a Bronte, cugino dell’ex senatore Pino Firrarello, Vito Bonsignore si è trasferito da giovane a Torino. Influente parlamentare della Dc ai tempi della Prima Repubblica, corrente Andreotti, finito nei guai durante Mani pulite, è stato eurodeputato di Udc e Pdl (partito di cui è stato anche fondatore), infine con Ncd, nonché socio di Banca Carige.

Il sistema

Dalle carte dell’indagine emerge, per l’accusa, il “sistema” che ruotava intorno alla società di lobbing Inver. A quest’ultima, gestita da Tommaso Verdini e Fabio Pileri alcuni imprenditori si sono rivolti per ottenere, in cambio di utilità, parte delle ricche commesse della società che si occupa di infrastrutture stradali e gestisce la rete di strade statali e autostrade di interesse nazionale. La Inver “facilitava” una serie di ditte nel partecipare e vincere, grazie all’accesso ad informazioni riservate, appalti con l’Anas potendo contare su due dirigenti ribattezzati in una intercettazione «i marescialli che presiedono il fortino», ai quali la “cricca” garantiva avanzamenti di carriera e conferme in posizioni apicali di Anas.

I favori

Dalle carte dell’indagine e della Guardia di Finanza emergono, inoltre, altri favori che la “cricca” avrebbe garantito ad esponenti politici per ottenere gli appalti milionari dell’Anas. In particolare Tommaso Verdini, stando a quanto scrivono i quotidiani, si sarebbe speso per trovare i biglietti della Scala per il sottosegretario Federico Freni. «Verdini si è prodigato a trovare anche un alloggio in hotel, a prenotare la cena in un noto ristorante di Milano a favore del sottosegretario e acquistare dei biglietti per la Prima della Scala», scrive la Gdf.

Oggi, intanto, a piazzale Clodio sono in programma gli interrogatori di garanzia per i soggetti raggiunti da misura cautelare. Nei loro confronti i pm contestano i reati di corruzione e turbativa d’asta.COPYRIGHT LASICILIA.IT © RIPRODUZIONE RISERVATA