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«Atti sessuali come purificazione», così il “santone” plagiava le sue vittime

Di Fabio Russello |

Il rapporto sessuale non come atto fisico, ma come amore pulito, dall’alto, purificatore. Era il plagio a cui sei minorenni, tre delle quali intanto diventate adulte, sarebbero state sottoposte da Piero Alfio Capuana, bancario di 75 anni in pensione, da 25 anni alla guida di una comunità laica di ispirazione cattolica che, secondo l’accusa, avrebbe violentato ragazzine di età compresa tra i 13 e 15 anni, anche con la complicità delle madri delle vittime.

E’ il quadro che emerge dall’inchiesta 12 apostoli della Procura di Catania che ha portato all’arresto di Capuana, padre di un ex assessore regionale, Daniele, estraneo alle indagini, e di tre donne poste agli arresti domiciliari: Katia Concetta Scarpignato, di 57 anni, Fabiola Raciti, di 55, e Rosaria Giuffrida, di 57. Quest’ultime due facevano parte dei ’12 apostolì che, emerge dalla indagini della polizia postale, erano i più stretti collaboratori di Capuana nella congregazione religiosa, denominata «Associazione Cattolica Cultura ed ambiente», di Aci Bonaccorsi (CT). Alla associazione, fondata da un sacerdote, padre Cavalli, deceduto, e gestita, da anni, da Pietro Capuana, aderiscono circa 5.000 persone. Il gruppo ha un fiorente giro d’affare con la vendita di prodotti agricoli coltivati dagli stessi associati.COPYRIGHT LASICILIA.IT © RIPRODUZIONE RISERVATA


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