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«Montante? Fu uno degli artefici della mia sconfitta», il racconto del ministro Musumeci al processo di Caltanissetta

L'ex presidente della Regione ha deposto nel procedimento che vede imputato il "cerchio magico" dell'ex presidente degli industriali siciliani

Di Redazione |

«Antonello Montante? E’ stato uno degli artefici della mia sconfitta nel 2012, nel senso che ha individuato e sostenuto la candidatura di Crocetta in alternativa alla mia». Lo ha detto, deponendo al processo sul cosiddetto cerchio magico di Antonello Montante, imputato per corruzione a Caltanissetta, il ministro Nello Musumeci. Nel 2012 alle elezioni regionali vinse Rosario Crocetta e Musumeci, candidato con La Destra e il Pdl, venne sconfitto. Musumeci poi vinse le elezioni successive, nel 2017.

La candidatura di Crocetta

Proseguendo, il ministro Musumeci ha aggiunto: «Montante ha individuato e sostenuto la candidatura di Rosario Crocetta alla Presidenza della Regione siciliana, sostanzialmente in alternativa alla mia, perché Montante, mi riferì poi nel primo incontro che avemmo successivamente, riteneva la mia candidatura temibile. Perché avevamo messo insieme le forze del centrodestra. E per poterla combattere e rendere la mia candidatura soccombente, si riteneva di dovere puntare su un candidato che potesse rappresentare un elemento di novità». «Crocetta – dice – poteva, a suo giudizio, corrispondere a quelle caratteristiche, perché gay dichiarato, perché il suo impegno antimafia appariva sincero, schietto e determinato. E perché parlava di rivoluzione in una società, sosteneva Montante, nella quale il politico tradizionale, ormai aveva difficoltà ad attecchire. Antonello Montante mi disse che Rosario Crocetta possedeva le caratteristiche per essere dirompente in un clima piatto e di monotonia in un costante distacco del corpo elettorale alla politica. Parlava bene di Crocetta, perché lui aveva licenziato al comune di Gela la moglie di un boss».

Cosa posso fare per lei?

Poi Musumeci ha raccontato altre cose: «Antonello Montante mi disse “Cosa posso fare per lei?” e io risposi “Niente, dottore”. Io ero il candidato perdente del centrodestra e avevo tutto interesse a fare saltare il patto tra gli industriali e la sinistra. Fissò un incontro con i rappresentanti della categoria». «Durante un incontro con Antonello Montante» nel 2012 «mi chiese della mia famiglia e io gli dissi che avevo appena perso un figlio di 30 anni per infarto e che avevo altri due figli, e uno faceva l’attore. E Montante mi disse: “Il Teatro Stabile di Catania sta producendo uno spettacolo sulla vita di mio nonno, se non ha difficoltà io farei incontrare il regista con suo figli per un provino”. E io gli dissi che non mi ero mai occupato delle vicende artistiche di mio figlio al quale, anzi , avevo dato autorizzazione a dire che non era mio figlio, perché a Roma gli ambienti dello spettacolo erano quasi sempre vicino alla Sinistra».

Il ministro Nello Musumeci sta deponendo, come teste, nel cosiddetto maxiprocesso che vede alla sbarra l’ex presidente degli industriali siciliani Antonello Montante, accusato di corruzione. Nella scorsa udienza il Presidente del collegio, Francesco D’Arrigo ha annunciato il non luogo a procedere per il Presidente della Regione siciliana Renato Schifani, perché è maturata la prescrizione del reato di cui era accusato. Prescrizione dei reati anche per Andrea Cavacece e Angelo Cuva. I tre – secondo l’accusa – avrebbero diffuso notizie relative alle indagini che la procura di Caltanissetta stava compiendo a carico dell’ex leader degli industriali Antonello Montante.COPYRIGHT LASICILIA.IT © RIPRODUZIONE RISERVATA

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