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Siccità, in Italia niente criticità ed emergenza solo in Sicilia: ecco perché

Le ultime nevicate hanno fatto tirare un sospiro di sollievo (meno che nella nostra isola). E la Coldiretti lancia l'allarme: non c'è acqua per irrigare

Di Redazione |

Grazie alle ultime nevicate l’estate del 2024 non si preannuncia critica per la siccità in Italia, fatta eccezione per la Sicilia dove i razionamenti appaiono pressoché obbligati, e «i consorzi di bonifica hanno già in essere investimenti per 2,4 miliardi che porteranno entro il 2025 a un risparmio di un miliardo di metri cubi d’acqua per gli usi agricoli, di cui 800 milioni solo di riduzioni di perdite». Lo ha detto al Sole 24 Ore il commissario all’emergenza idrica Nicola Dell’Acqua.

Scarsa manutenzione delle dighe

Però la scarsa manutenzione delle dighe e degli invasi negli ultimi decenni «ha causato una diminuzione della capacità di quasi il 30%: 3 miliardi di metri cubi in meno su 13 miliardi complessivi. Il problema è che soltanto per rimuoverne 58 milioni, secondo le stime, servirebbero 500 milioni di euro».Quello che serve adesso urgentemente sono «dal punto di vista operativo risparmi d’acqua, riduzione delle perdite e corretta manutenzione degli invasi e ricariche acquifere. In seconda battuta, nuove opere. Tenendo presente, però, che l’approvvigionamento idrico primario, inteso come l’insieme delle infrastrutture idriche a monte dei diversi settori di impiego dell’acqua necessita di una nuova governance per superare la frammentazione e le lacune nella pianificazione».

L’allarme della Coldiretti

Il 15% dell’intero territorio dell’Unione Europea è in allerta arancione per la siccità e per un altro 1% è allarme rosso anche a causa delle temperature record registrate a febbraio nel vecchio continente, superiori di 3,3 gradi rispetto alla media storica 1991-2020 del periodo. E’ quanto emerge da un’analisi della Coldiretti su dati dell’Osservatorio europeo sulla siccità relativi alla prima decade di marzo, diffusi in occasione della Giornata mondiale dell’Acqua. Gli effetti dei cambiamenti climatici stravolgono l’andamento delle stagioni, con la mancanza di pioggia e neve che ha mandato sotto stress territori e coltivazioni.

La mappa della sete

La Coldiretti ha quindi stilato la mappa della sete, partendo dal Sud Italia, dove negli invasi pugliesi mancano 107 milioni di metri cubi d’acqua rispetto all’anno scorso; a farne le spese sono le clementine, finite al macero dopo essere state compromesse dalla mancanza di acqua che ne ha inibito l’accrescimento. Una crisi idrica che sta determinando anche un calo di foraggio verde nei pascoli e a rischio sono le piante di grano e legumi soprattutto nelle ‘terre bianchè ricche di argilla e creta.

Situazione drammatica in Sicilia

Drammatica la situazione in Sicilia dove non c’è acqua per irrigare. Non viene risparmiata a Sardegna, soprattutto nel sud dove la siccità colpisce carciofi, pomodoro da industria, frutta e foraggi; si teme anche per vitivinicolo, riso, mais e medicali. Anche in Basilicata la situazione è abbastanza compromessa nonostante le piogge degli ultimi giorni. In alcune zone dell’area nord della regione non c’è vegetazione e crescita, in particolare di cereali, foraggi e proteiche. Il paradosso, sottolinea la Coldiretti, è che un Paese piovoso come l’Italia perda ogni anno l’89% dell’acqua che potrebbe essere conservata per esser messa a disposizione degli agricoltori e dei cittadini quando serve.COPYRIGHT LASICILIA.IT © RIPRODUZIONE RISERVATA

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