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Il metodo Bukele contro la criminalità arriva in Argentina

A Rosario il governatore promette mano dura contro i detenuti

Di Redazione |

BUENOS AIRES, 06 MAR – La città di Rosario è conosciuta da tempo non solo per essere quella che ha dato i natali a Lionel Messi, ma anche per l’elevato tasso di omicidi e la presenza sempre più incalzante della criminalità organizzata. Una situazione che le nuove autorità provinciali hanno deciso di affrontare sulla scia di quanto fatto in El Salvador dal presidente Nayib Bukele, con la sua controversa politica di sicurezza nella lotta contro le gang centrata tra le altre cose sull’applicazione di un regime carcerario di estremo rigore. “Abbiamo un piano sulla Sicurezza e sappiamo come portarlo avanti. E’ finita l’epoca dell’home office senza controllo nelle carceri”, ha affermato il governatore Maximiliano Pullaro in un post sui social. Il riferimento è al fatto che grazie alla tecnologia i principali boss sono da tempo in grado di controllare i loro affari illeciti anche da dentro i penitenziari. “Non arretreremo di fronte alle minacce”, ha quindi aggiunto il governatore la cui famiglia è stata costretta a nascondersi in un luogo segreto. “I detenuti sono detenuti, e se non lo capiscono staranno sempre peggio”, conclude il post corredato da una foto di un gruppo di detenuti svestiti e rasati, seduti a terra uno addosso all’altro, circondati da agenti armati in perfetto stile Bukele.

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