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Arriva il modello 730 precompilato: a metà tra rivoluzione e “pasticcio”

Dal 15 aprile online il nuovo 730 digitale a sostegno dei contribuenti

Di Danilo De Luca

Il 730 precompilato si palesa sul sito dell'Agenzie delle Entrate. Per qualcuno si tratta di una vera e propria rivoluzione del sistema fiscale, per qualcun altro un valido supporto, per altri ancora un motivo di ulteriore confusione in un ambito già di per sé tribolato e inesplicabile ai più. La nuova procedura dovrebbe snellire le pratiche, facilitare la compilazione del modello, rendere l'intero sistema a portata del cittadino. La gestione delle finanze per i consumatori, d'altronde, rappresenta un aspetto fondamentale ma anche complicato. In molti usano siti di comparazione conti come SuperMoney per selezionare la proposta più adatta alle proprie esigenze, istituti online hanno moltiplicato le opportunità, app per mobile permettono di gestire il proprio portafoglio in qualunque momento. La digitalizzazione è il principio imperante nel settore bancario e il fisco italiano prova ad adeguarsi, con tutto ciò che ne consegue.  

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Il 730 precompilato tra opportunità e minacce

Il 15 aprile è il giorno dell'esordio designato, il giorno della messa online sul sito dell'Agenzia delle Entrate del nuovo 730 precompilato, in via sperimentale per titolari di redditi di lavori dipendenti. Il modello conterrà di default informazioni di base già in possesso dell'ente e che, per tanto, per la prima volta non verranno nuovamente richieste al compilatore.   La prima criticità, però, è data dall'incompletezza delle informazioni detenute dal database del sito. Restano esclusi dalla dichiarazione dati come le spese sanitarie, previste solo a partire dal 2016 e che il contribuente dovrà inserire da sé. Elemento che non si può certo prendere sottogamba, data la rilevanza di tale voce sulle dichiarazioni della maggior parte della popolazione. In pratica, una vasta mole dei modelli dovrà essere ugualmente corretta di proprio pugno.  

 

Chi opta per il fai da te evita ulteriori controlli

I contribuenti hanno la facoltà di scegliere tra la modalità del fai da te e l'assistenza del Caf. Nel primo caso, l'intestatario del 730 deve richiedere all'Agenzia delle Entrate un codice Pin attraverso il quale effettuare l'accesso e visualizzare il proprio modello. Se non viene apportata alcuna modifica – con il rischio concreto di rinunciare ad agevolazioni e sgravi spettanti al cittadino – il Fisco non effettuerà alcun tipo di controllo aggiuntivo.   Come detto, l'alternativa è rappresentata, come il sistema tradizionale, dall'ausilio di un dipendente del Caf. L'elemento di novità, però, sta nel fatto che unico onere del cittadino sarà quello d fornire le documentazioni necessarie; ogni eventuale errore o ammanco (con relative sanzioni) verrà attribuito all'intermediario.  

 

Un sistema da mettere a punto

La riforma sul 730 potrebbe dunque portare in dote incomprensioni, disguidi, strascichi. D'altra parte, si tratta di un provvedimento da affinare nel tempo e che potrebbe, nell'arco di pochi anni, introdurre un nuovo sistema fiscale, meno oneroso per la gente comune, più trasparente e più a portata di tutti. Staremo a vedere.

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